Lutto
Genitori “costretti” a vedere i filmati con le botte ai loro figli
Nella prossima udienza video in aula per il riconoscimento dei bimbi picchiati Passaggio doloroso, ma necessario per accertare le responsabilità delle imputate
PISA. I video saranno proiettati in aula. E loro, i genitori, dovranno sottoporsi a una prova dolorosa, ma necessaria. Saranno costretti a vedere le immagini e riconoscere i loro figli mentre vengono presi a schiaffi o scherniti con frasi offensive. Quando avranno raggiunto la certezza sull’identità di quei bimbi trattati come pacchi allora potranno confermare davanti al giudice quello che le indagini hanno raccontato con audio e filmati.
Lo strazio obbligato è previsto per il 4 febbraio nel processo in cui sono imputate Sonia Ori, 60 anni di Pisa, originaria di Sillano, e Donatella Castiglioni, coetanea, residente a Cascina, a giudizio per maltrattamenti aggravati nei confronti dei bambini dell’asilo al Cep. Dopo aver sentito sette testimoni lunedì scorso, il giudice Beatrice Dani (pm Aldo Mantovani) ha fissato per la prossima udienza un passaggio significativo del dibattimento. Quello che è stato già acquisito nel corso delle indagini preliminari nel corso dell’inchiesta dei carabinieri del nucleo investigativo, ora dovrà trovare un riscontro in aula. E così i genitori che già hanno potuto vedere i video girati all’interno del plesso tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, sono chiamati a fare il bis per far diventare prova processuale materiale di indagine. Ogni bambino protagonista di scene che per l’accusa si traducono in maltrattamenti, avrà una proiezione dedicata. I volti non saranno oscurati proprio per permettere ai genitori di riconoscere la vittima di quelle vessazioni ripetute nel tempo da parte delle educatrici a giudizio. Stando alle contestazioni con la Ori nel ruolo più brusco e la Castiglioni con episodi limitati, ma presente nell’assecondare gli effetti violenti sui bimbi degli scatti d’ira della collega.
Quello che è stato confermato in aula dalle due ausiliarie dell’asilo, testimoni oculari di schiaffi, acqua in faccia ai piccoli imboccati a forza che poi vomitavano oppure, in un caso, un piccolo chiuso in una stanza per punizione e per dare l’esempio agli altri. «Erano tutti intimoriti, stavano a testa bassa» ha ricordato nella sua testimonianza Elisa Catorcioni, una delle ausiliarie che, con Erika Nencini, hanno reso possibile le indagini dei carabinieri. Il 4 febbraio ricorrono i tre anni dall’arresto ai domiciliari di Sonia Ori, presente in Tribunale con la ex collega Castiglioni a pochi metri dai genitori. Tra rinvii, cambi di giudice e slittamenti fisiologici in un procedimento con numerose parte civili, l’esame dei testi è entrato nel vivo dopo tre anni dalla misura cautelare. Tempi che i genitori hanno subìto in silenzio, ma che non sono andati nella direzione di una giustizia rapida. Ora il nuovo supplizio di dover assistere alle scene dei loro figli presi a schiaffi e insultati. —
Pietro Barghigiani
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