Il Tirreno

Pontedera

Addio a Francesca Nasoni, l'avvocato del sorriso

Sabrina Chiellini
L'avvocato Francesca Nasoni
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L'avvocato Francesca Nasoni

Cascina: aveva 55 anni, lascia due figli. Il dolore di amici e colleghi, i funerali il pomeriggio di martedì 22 gennaio

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CASCINA. L’impegno sul lavoro, le grandi passioni, il sorriso alla vita. Per chi la conosceva, Francesca Nasoni, avvocato di 55 anni, era questo. Sì, era. Perché Francesca se n’è andata per sempre, dopo una malattia e una lotta durata poco più di un anno. Difficile anche solo pensarci, lei era una leonessa, sapeva essere dolce e risoluta al tempo stesso: aveva raccolto tutte le sue forze e cercato di combattere anche questa volta, di fronte alla difficile prova che la vita le aveva riservato. Sicuramente la più difficile, ma lei non si è mai tirata indietro.
 
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È andata così. È successo proprio a lei che con quella risata ironica metteva allegria anche solo a guardarla, lei che sembrava la vitalità fatta persona. Il suo modo di vestire elegante, come una modella, i capelli sempre lunghi, la passione per i viaggi, spesso anche con le amiche. Una morte improvvisa la sua: di fatto solo gli amici più stretti, oltre ai suoi familiari, erano a conoscenza delle sue condizioni di salute. E Francesca non aveva piacere che si parlasse della malattia. Una donna dai mille interessi, grande sportiva, tante amicizie, il legame con i figli. Ha lavorato nel suo studio – a San Giovanni alla Vena - dove era entrata subito dopo l’università, e in tribunale a Pisa, dove si è occupata delle udienze fino a pochi giorni fa, sempre seguita dalla sorella Letizia. 
 
Quando lunedì 21 gennaio la notizia della morte dell’avvocato si è diffusa, al dolore si sono aggiunti sconcerto e incredulità. Anche se lei cercava in ogni modo di allontanare il dolore, aveva già conosciuto la sofferenza, quando aveva detto addio alla madre, scomparsa quando era ancora giovane. Dopo il liceo classico a Pisa, si era iscritta all’università e si era brillantemente laureata in giurisprudenza, intenzionata a seguire la carriera del padre al quale era molto legata. Se la vita familiare le aveva dato soddisfazioni e due figli, altrettanti i risultati che aveva saputo costruire sul lavoro.
I colleghi la ricordano come avvocato sempre aggiornato e puntuale. E se c’era da fare una battaglia per difendere un diritto, Francesca non si tirava mai indietro. Oltre a lavorare nello studio legale di famiglia, aveva fatto parte della commissione d’esame per l’abilitazione alla professione di avvocato, nella sede di Firenze. Una donna che lascia un segno, che si farà ricordare nei pensieri di molti. 
 
In tanti si sono uniti al dolore della sua famiglia, della sorella Letizia, anche lei avvocato, dei due figli e del marito Massimo. «Eri sempre un passo avanti, ci hai voluto sorprendere anche questa volta», è il pensiero di un collega. Numerosi i ricordi di Francesca sui social, ritratta sempre con un bel sorriso. Non che lei non avesse conosciuto momenti difficili, ma aveva cercato sempre di reagire con la voglia di farcela. Questa volta il destino ha deciso diversamente. 
 
Ieri la salma è stata trasportata nelle cappelle del commiato a Cascina, vicino al vecchio cimitero, in viale Comaschi. Il funerale ci sarà martedì 22 gennaio con inizio alle 15.30 nella chiesa di Cascina. La sua famiglia ha vissuto a lungo in questa cittadina, dove Francesca era conosciuta e dove aveva molti amici. Il padre, scomparso alcuni anni fa, era avvocato e aveva lo studio a San Giovanni alla Vena poi portato avanti dalle due figlie. 
 
Anche “Il Tirreno” si stringe alla famiglia in questo momento di dolore. 

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