Il Tirreno

Pontedera

il folklore 

La sfilata dedicata ai Santi

Lorenzo Lazzerini

Il paese ha vissuto la giornata della sfida partendo  con la colazione nelle contrade a base di trippa, poi tutti ad ammirare i figuranti

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BUTI. Il paese si anima di primo mattino con la trippa servita per colazione nelle contrade e la sfilata storica e folkloristica che ha visto protagonisti decine di figuranti. La tradizione del Palio di Sant’Antonio va in scena per le strade di Buti, dove ogni contrada ha rappresentato la vita del proprio santo, secondo il tema concordato tra i responsabili della sfilata dei sette rioni e le organizzatrici del Seggio di Sant’Antonio, Cristina Biondi, Simona Baschieri e Rachele Doveri.

La contrada San Nicolao ha fatto bottino pieno, aggiudicandosi il premio per la migliore sfilata e la migliore coppie. A La Croce va il premio per il miglior personaggio storico, e all’Ascensione quello per la miglior rappresentazione.

Questi i temi scelti dalle contrade. La Croce ha rappresentato il santo che dà il nome alla sua chiesa, San Martino, in particolare il momento di carità che caratterizzò la vita del soldato della legione romana. Nell’inverno del 335 D. C. Martino incontrò un mendicante infreddolito, e impietosendosi si tagliò in due il mantello condividendolo con il mendicante.

San Nicolao ha raffigurato San Nicola e il miracolo della resurrezione delle tre fanciulle.

Pievania ha portato in sfilata San Giovanni Battista, il santo che dà il nome alla chiesa della contrada, rappresentando il battesimo di Gesù.

San Rocco ha rappresentato la piaga della peste nel paese di Buti, rendendo omaggio alla figura del pellegrino francese Rocco da Montpellier.

San Michele ha portato in sfilata la figura dell’Arcangelo Michele e delle sue milizie celesti.

San Francesco ha rievocato un episodio risalente al 1219, quando Francesco e i suoi frati partirono per l’Egitto nel corso della Quinta Crociata per un incontro con il sultano Malik al-Kamil.

Infine Ascensione, che ha rappresentato una battaglia tra l’esercito pisano e l’esercito fiorentino del 1400, durante la quale la statua della Madonna di Panicale venne nascosta in un luogo segreto sul Monte Serra, per essere poi ritrovata molti anni dopo. La storia del paese e l’agiografia dei santi si sono unite nello spettacolo di colori e bandiere che ha avvolto il paese.

Prima della sfilata sono stati protagonisti i sette cavalli partecipanti al Palio, che hanno ricevuto la benedizione da parte del pievano don Giovanni Corti sul sagrato della pieve di San Giovanni Battista.

Dal punto di vista gastronomico la trippa, il piatto tipico della festa, è stata la regina della mattinata. In ogni contrada ne sono stati cucinati circa 100 kg, e in tanti non hanno perso l’occasione di fare una colazione diversa rispetto al solito, insieme a pecorino, noci, vino rosso e i tradizionali panini di Sant’Antonio. –

Lorenzo Lazzerini

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