Sicurezza
Sangue, le donazioni sono in calo
Pietro Mattonai
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Fabrizio Niglio, primario del Centro trasfusionaleAppello del primario del Centro trasfusionale di Pontedera e Volterra: «Servono forze fresche»
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PONTEDERA. «L’appello è questo: servono nuovi donatori, forze fresche per dare sicurezza ai pazienti». Il dottor Fabrizio Niglio, primario del centro trasfusionale di Pontedera e Volterra, chiama a raccolta i donatori, vecchi e nuovi. Come da tradizione, gennaio si è dimostrato un mese negativo per le donazioni. «Il problema è lo stesso di ogni anno – spiega Niglio –: a inizio anno c’è sempre un calo fisiologico, perché in tantissimi donano a dicembre». E l’allarme è valido per tutta la Toscana, dove scarseggiano un po’tutti i gruppi sanguigni. In particolare, drammatica è la situazione per il gruppo A e il gruppo zero, il cosiddetto “donatore universale”. Uno scenario da brividi, che potrebbe addirittura costringere gli ospedali regionali a rinviare alcune operazioni chirurgiche.
La carenza di sangue non è tanto da ricercare in un confronto con i primi venti giorni di gennaio del 2018 e i primi venti del 2019. «I donatori c’entrano poco, anzi – continua –: rispetto allo scorso anno siamo anche in crescita di qualche unità». Qual è allora il vero problema? «È il crollo di donazioni rispetto a dicembre, – spiega il primario – quando nei primi venti giorni abbiamo raccolto in tutto 424 sacche di sangue e 189 di plasma». Dal primo gennaio ad oggi, invece, i donatori di sangue sono stati 349, mentre quelli di plasma 149. In totale, una differenza di più di cento donazioni. «Partire da meno cento è un bello svantaggio – prosegue – e purtroppo i pazienti non vanno in ferie».
«Sono in contatto con Avis e Fratres per dare una scossa, ma servono nuovi donatori». Per il dottor Niglio, per rispondere all’allarme c’è solo una strada: portare forze fresche a donare. «Innanzitutto, sensibilizzare chi ancora non è venuto a darci una mano – dice Niglio – ma soprattutto coinvolgere chi non ha mai donato». Sì, perché dare un giusto ricambio a chi dona ormai da anni è fondamentale per mantenere l’autosufficienza dell’ospedale. Del resto, la pausa necessaria tra una donazione e l’altra è di almeno tre mesi: se vengono raggiunti grandi picchi a dicembre, nei tre mesi successivi il centro trasfusionale è in grande difficoltà. «Questo è il momento giusto per cominciare, – continua – perché da tempo insistiamo sempre sullo stesso bacino di donatori, tra i quali molti, per motivi di età, dovranno smettere tra non molto».
Per accogliere i donatori, il centro trasfusionale di Pontedera sarà aperto, come di consueto, per l’ultima domenica del mese. «È un modo per invogliare i donatori – spiega – e speriamo che possa servire in questo periodo difficile». In ogni caso, chiunque volesse contribuire, può contattare il centro al numero 0587/273275. «Abbiamo bisogno di voi, – conclude – chiunque può aiutare il prossimo».
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