Il Tirreno

Pontedera

Ipogeo del Belvedere rifugio di sbandati tra profilattici, resti di sigarette e rifiuti

Tommaso Silvi
Il cancello d'ingresso all'ipogeo divelto
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Il cancello d'ingresso all'ipogeo divelto

Sotto accusa il Comune: la grotta antica abbandonata dopo il restauro del 2002, malgrado tante richieste d’intervento

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TERRICCIOLA. Il cellulare del sindaco squilla. Oggi come ad aprile. Avremmo voluto chiederle, oggi come allora, come mai nel suo comune c’è un gioiello figlio della storia completamente abbandonato. Ma a distanza di nove mesi, e più di un servizio del Tirreno per raccontare la vicenda, la risposta di Maria Antonietta Fais resta il silenzio. A pochi passi dal suo ufficio, nel Palazzo comunale di Terricciola, l’ipogeo del Belvedere è ancora senza custodia, completamente in mano a vandali e sbandati.

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Il lucchetto del cancello d’ingresso, forzato più volte in passato, ora è perfettamente integro. A essere colpita è stata la cancellata, divelta per facilitare il passaggio abusivo all’interno dell’antica costruzione sotterranea di interesse storico e antropologico, realizzata interamente dall’uomo.

Sotto al centro abitato di Terricciola ce sono addirittura cinquantaquattro di ipogei. Ma l’unico visitabile è quello del Belvedere, lasciato nel completo degrado. Tanto che, l’estate scorsa, la Sovrintendenza ha addirittura rimosso dall’interno la collezione di cippi etruschi. Oggi l’ipogeo non ospita turisti, dato che non è aperto al pubblico, ma solo sporcizia: profilattici, mozziconi di sigaretta, involucri di plastica. Il diamante etrusco si è trasformato in un punto di ritrovo di sbandati. E questo nel silenzio più totale dell’amministrazione. A dire il vero, dopo l’ampio servizio dell’aprile scorso del Tirreno, con tanto di foto a documentare la gravità della situazione, il Comune aveva annunciato un convegno per ristabilire la situazione, fissato per l’11 giugno, poi misteriosamente rimandato. Dopo aver rimandato una seconda volta l’incontro, ancora senza motivazione, durante il tanto atteso appuntamento, alla presenza di soggetti legati alla Sovrintendenza e all’università, con il contributo anche di alcuni architetti, non è stata trovata alcuna soluzione. Senza manutenzione dal 2014, l’ipogeo del Belvedere venne restaurato e reso accessibile ai visitatori nel 2002, e quindi preso in custodia dal gruppo archeologico Tectiana.

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Nel 2007, poi, sono stati inseriti all’interno i cippi etruschi. Il gruppo ha operato fino al 2014, portando migliaia di visitatori all’interno del sito. Nel 2014, però, il lucchetto all’ingresso venne cambiato senza alcuna comunicazione da parte del Comune, negando l’accesso al gruppo archeologico. Poi, attraverso una delibera comunale, la gestione venne affidata ad “Arianna and Friends”, una sorta di tour operator che organizza viaggi in Toscana, che però si è occupata dell’ipogeo solamente per un anno. E ora, che ne sarà dell’ipogeo del Belvedere? È destinato a navigare nell’incuria ancora a lungo? Chissà. Il telefono del sindaco, intanto, continua a squillare. —

Tommaso Silvi
 

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di Redazione web