Lutto
Dopo il taglio agli incentivi ecco i timori per l’occupazione
Per i responsabili del movimento Geotermia Sì significa provocare sui territori crisi senza precedenti, con rischi per la tenuta sociale e il futuro delle comunità
LARDERELLO. Allarme posti di lavoro nel settore geotermico dopo il no agli incentivi decisi dal ministero dello Sviluppo economico. Il timore che ci siano ricadute estremamente negative per l’occupazione nel settore principale dell’economia della Valdicecina è espresso dal movimento Geotermia Sì che da mesi lavora per far sì che ci sia un dietrofront da parte del governo.
«Nella vicenda della geotermia come energia rinnovabile o meno ci sono pesanti fattori concreti, reali, e opinioni leggere e in libertà. Tagliare gli incentivi alla geotermia significa mettere in ginocchio le nostre comunità che per decenni hanno vissuto con questa risorsa – affermano i responsabili di Geotermia Sì – significa provocare sui territori una crisi senza precedenti, con rischi per la tenuta sociale e per il futuro stesso delle comunità, poiché crolleranno gli investimenti, chiuderanno le aziende nate nei territori geotermici, piuttosto che in altri, proprio per la presenza degli incentivi, e si verificherà una emorragia di posti di lavoro. Ogni posto di lavoro, per le comunità delle aree geotermiche, è una risorsa dall’immenso valore».
Tra occupazione diretta e indotto in tutta la Toscana sono 3mila gli occupati del settore geotermico, di cui, circa 2mila nei territori dell’Amiata e Larderello secondo i dati che vengono forniti dall’Osservatorio Economico Alta Valdicecina. Ai 2mila lavoratori a rischio si aggiungono le imprese che si sono insediate per il costo conveniente dell’energia e gli occupati nel commercio e nei servizi, che vivono grazie all’economia generata. Quindi, saranno ben più di 2mila le famiglie che potrebbero ritrovarsi all’improvviso senza entrate economiche.
«La “fabbrica geotermica” rappresenta il presente e il futuro. Abolire una semplice parola, rinnovabile, vuol dire farne apparire un’altra che si chiama disoccupazione. È facile immaginare che se va in crisi questo sistema, l’Amiata rischia di morire, vanno in crisi le nostre comunità, perché non sarà possibile riassorbire un numero così elevato di lavoratori. La scelta del Governo – proseguono da Geotermia Sì – appare, in questo quadro, superficiale e ideologica così come l’opposizione pregiudiziale dei falsi esperti neoambientalisti. Auspichiamo che entro gennaio, come ci è stato assicurato, venga approvata la Legge regionale sulla geotermia e che il governo di conseguenza si coordini con la Regione».
La richiesta ai cittadini, invece, è di sostenere la mobilitazione a difesa delle comunità geotermiche anche con la firma della petizione su charge.org intitolata “Luigi Di Maio contro i tagli degli incentivi alla geotermia proposti dal governo”. —
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