Il Tirreno

Pontedera

il progetto

Palazzo Pandolfi ospiterà cinque appartamenti e un ufficio

Tommaso Silvi
Palazzo Pandolfi
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Palazzo Pandolfi

Pontedera: lo storico immobile in piazza Martiri della Libertà verrà restaurato dall’architetto Bianchini, l’inizio lavori fissato a febbraio

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PONTEDERA. Nuova vita per Palazzo Pandolfi. Nello storico edificio in piazza Martiri della Libertà sorgeranno cinque appartamenti e uno studio di avvocati. 
 
Da anni l’immobile è disabitato e già in un due occasioni era stato vicino a essere acquistato, vista la volontà degli eredi Pandolfi di venderlo. 
 
L’ampio giardino sul lato iniziale di via della Misericordia sarà trasformato in parcheggio alberato, con un cortile per i proprietari degli appartamenti. Già nell’Ottocento in quel punto c’era un edificio che poi, all’inizio del Novecento, venne acquistato e ampliato dalla famiglia Crastan, ormai avviatissima nella produzione e commercio dei surrogati di caffè. 
 
Nel 1923, poi, Manlio Crastan costruì la famosa Villa Crastan, in via della Stazione Vecchia, che negli Sessanta è passata nelle mani del Comune. I cinque spazi che verranno ricavati all’interno di Palazzo Pandolfi sono già stati tutti acquistati. La famiglia Pandolfi è molto nota in città. 
Nell’edificio abitavano il notaio Luigi Pandolfi, il professor Giorgio Pandolfi. L’affare immobiliare è stato seguito dagli eredi Barbara Pandolfi, nota studiosa e professoressa e Domenico, commerciante e consigliere comunale di opposizione. 
 
La facciata del palazzo non subirà variazioni, semplicemente l’edificio verrà suddiviso all’interno, e restaurato, così da poter trasformare i suoi 800 metri quadrati complessivi in cinque unità immobiliari e un ufficio.
 
Il progetto di recupero è stato curato dall’architetto Gian Lorenzo Bianchini: «Da pontederese sono sempre stato affascinato da quel palazzo in stile neorinascimentale e dalla sua austerità che incontrava il mio sguardo ogni volta che passavo dal Piazzone. Negli ultimi anni – racconta Bianchini – era disabitato e le sue persiane sempre chiuse mi lasciavano volare con l’immaginazione su cosa racchiudessero quelle mura e quel giardino, coperto dalla folta vegetazione». L’immaginazione, poi, ha fatto spazio a qualcosa di concreto. La trattativa lampo con la famiglia Pandolfi ha fatto il resto, permettendo la rinascita di uno degli angoli più suggestivi della città. I lavori dovrebbero partire il mese prossimo e terminare entro la fine dell’anno. 
 
«Il progetto – conclude l’architetto – è stato studiato rispettando le caratteristiche architettoniche e tipologiche del fabbricato, adeguando la struttura interna alle esigenze contemporanee senza violentare in alcun modo la sua identità compositiva». 

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