Sicurezza
Cattivi odori per sversamenti di scarti vegetali
Ponte a Egola: dopo le lamentele dei cittadini è partita verifica di Arpat, sotto osservazione i terreni in via Maremmana
PONTE A EGOLA. Nuovo caso maleodoranze nella piana di San Miniato, questa volta con epicentro la Valdegola. Un odore nauseabondo, che nel tardo pomeriggio di martedì ha tenuto sull'attenti i residenti della zona, facendosi però sentire anche a Santa Croce, San Donato, San Romano e Marti e zone limitrofe.
Odore talmente forte, dicono i numerosi residenti che lamentavano il disagio sui social, da spingere molti a fare segnalazione all'Arpat e ai carabinieri, per quello che i più identificavano già ieri come un odore diverso da quelli ai quali in genere si è abituati nel comprensorio: non di origine calzaturiera, bensì più simile allo scarto vegetale derivato dalla lavorazione delle olive, come la sansa.
Sentore che ha trovato subito i primi riscontri nelle valutazioni portate avanti la sera stessa, ma ancora in corso anche in questi giorni, dagli operatori dell'Arpat di Pisa. Ieri, effettuate le prime valutazioni e anche un secondo sopralluogo, la prima conferma di Arpat.
«Gli accertamenti condotti hanno portato a imputare la responsabilità di tali fenomeni odorigeni a spandimenti di acque di vegetazione su terreni agricoli in via Maremmana», scrive in una nota l'Agenzia regionale per la protezione ambientale. Sul luogo, martedì sera, anche i carabinieri, oltre alla polizia municipale di San Miniato.
«L'orario notturno non ha consentito, al momento, di esaminare i terreni da cui provenivano e di poter risalire ai soggetti che hanno effettuato tale spandimento – continua Arpat – le indagini sono tuttora in corso».
Per acque di vegetazione nello specifico si intendono i reflui derivanti dalla frangitura, in particolare dalla fase di spremitura della pasta delle olive e sono costituite dall’acqua contenuta nel frutto e da quella che può essere aggiunta durante la lavorazione. Materiale, in genere, impiegato come fertilizzante.
Si tratterebbe in pratica di un sottoprodotto, sversato su alcuni terreni lungo la via che collega Ponte a Egola a La Serra.
Ancora presto in pratica per poter dire se lo sversamento sia avvenuto nel rispetto o meno delle normative vigenti, considerando anche che il periodo di spargimento avviene in un momento dell'anno quantomeno inusuale per la produzione di questo genere di scarti.
Sversare sul terreno acque di vegetazione da attività di molitura delle olive non è infatti possibile in tutti i casi, a meno che tale attività abbia un'utilità a fini agricoli rimanendo quindi soggetta alle procedure sulla disciplina delle acque.
A seguito di tutte queste valutazioni ancora in essere la stessa Arpat ha sta effettuando anche in questi giorni ulteriori controlli in merito, al fine di chiarire tutti gli aspetti della vicenda, che secondo molte testimonianze non sarebbe legata alla sola serata di martedì, ma avrebbe invece vessato la zona (e soprattutto le narici dei cittadini) a varie ondate che si sono verificate anche nei giorni scorsi. —
Nilo Di Modica
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