Sicurezza
Strada di Patto in tribunale il Comune chiede 2 milioni come risarcimento danni
L’eventuale somma pagata finirà nelle casse di Anas, ora proprietaria della strada L’arteria è costata 9 milioni ma ha sempre avuto problemi: l’asfalto si sgretolava
PONTEDERA. La Strada di Patto ha cominciato il suo iter in tribunale.
Giovedì scorso si è tenuta la prima udienza del processo civile che il Comune di Pontedera ha attivato per il risarcimento dei danni (circa due milioni di euro) nei confronti delle ditte che hanno eseguito i lavori.
La causa si è aperta al termine del cosiddetto “accertamento tecnico preventivo”, eseguito nel luglio 2017.
In particolare, il Comune ha chiesto al tribunale di Pisa di nominare un perito super partes che “fotografasse” lo stato dei luoghi con valore di prova da poter utilizzare poi nella causa civile, relativa al secondo e terzo lotto dei lavori, per quantificare il risarcimento del danno e i profili di responsabilità. Nella prima udienza alcune ditte si sono costituite in giudizio, e potranno quindi chiamare in causa terzi, che siano progettisti, altre aziende o le assicurazioni, mentre alcune aziende si sono costituite fuori dai termini, e dovranno quindi rispondere in prima battuta alla richiesta mossa dal Comune.
La Strada di Patto è stata realizzata sulla base di un progetto del 2003 per un valore di circa 9 milioni di euro suddiviso in tre lotti funzionali realizzati con tre appalti distinti, successivi nel tempo, a mano a mano che venivano elaborati i progetti definitivi e si rendevano disponibili le risorse necessarie.
Nello specifico, sono stati spesi 4milioni 208mila euro per il primo lotto (con lavori realizzati tra il 2004 ed il 2005), 3 milioni per il secondo lotto (lavori realizzati tra il 2006 ed il 2008) e un milione e mezzo per il terzo lotto (lavori realizzati tra il 2009 ed il 2014. Gli interventi furono collaudati e periziati anche attraverso l’ausilio di soggetti esterni al Comune. Ma la strada ha cominciato da subito a mostrare criticità. Già nell’inverno degli anni successivi al taglio del nastro il manto stradale, specialmente del secondo e terzo lotto, inizia a sgretolarsi. Alla fine del 2015 il Comune ordina a un’altra ditta, diversa da quelle che avevano eseguito i lavori di costruzione della strada, le cosiddette “riprese dell’asfalto”.
Nel marzo 2016, poi, l’amministrazione comunale ha ritenuto necessario interdire con urgenza la circolazione in un senso di marcia di un tratto di strada per ragioni di sicurezza legate al peggioramento del manto stradale a cui è seguita poi, a inizio 2017, la chiusura totale per l’aggravarsi della situazione. La ditta incaricata di fare alcune riprese del manto stradale ha inviato nel giugno 2016 al Comune di Pontedera una nota tecnica riportante gli esiti di alcuni saggi che mostravano gravi anomalie nella portanza del sottofondo stradale.
A questo punto il Comune ha optato per la perizia tecnica, per verificare quanto segnalato dalla ditta. Gli esiti dell’analisi hanno evidenziato gravi difetti del sottofondo e della fondazione della strada.
Dal marzo 2018 la Strada di Patto è parzialmente aperta. Inoltre, il 15 novembre 2018 il tratto stradale è passato automaticamente nella proprietà e nell’esclusiva competenza di Anas, a cui il Comune ha chiesto di programmare gli investimenti e i lavori necessari. L’amministrazione, però, si è impegnata a trasferire ad Anas le somme che eventualmente recupererà all’esito del giudizio civile. La causa, dunque, è iniziata.
Il Comune di Pontedera contro tutti, per mettere la parola “fine” a una vicenda che appare infinita e che, negli anni, ha infiammato a più riprese, e ancora oggi continua a farlo, il dibattito politico. —
Tommaso Silvi
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