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sanità 

«Non c’è stata negligenza nell’assistere quel bambino»

«Non c’è stata negligenza nell’assistere quel bambino»

Renato Colombai, direttore dell’ospedale Lotti, replica alla protesta della madre del piccolo rimasto ferito nei giorni scorsi

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PONTEDERA. «Abbiamo riesaminato il percorso di pronto soccorso del bambino, la cui vicenda è stata segnalata. Gli elementi che emergono e che sono ampiamente documentati testimoniano una vicenda assai diversa rispetto a come riferita».

Chi interviene è il direttore dell’ospedale Lotti, Renato Colombai, in merito alla vicenda del piccolo che si era ferito ed era stato costretto, secondo la madre, a una lunga attesa al pronto soccorso dell’ospedale.

«Questa affermazione la facciamo non tanto per difesa d’ufficio quanto per veridicità di come è stato preso in cura il bambino e per l’impegno messo dagli operatori che l’hanno avuto in cura», afferma Colombai.

«In realtà – spiega il direttore – i principali elementi per i quali la vicenda assume un’altra caratterizzazione, riguardano sia i tempi (il bambino è arrivato al pronto soccorso non alle 8,30 ma alle 8,52) sia l’ambiente in cui è stato osservato e i trattamenti cui è stato sottoposto. Il piccolo paziente ha sostato in un ambulatorio del pronto soccorso in modo da poter avere il livello di tranquillità necessario e la vicinanza dei propri familiari. Tale ambiente ha permesso, da una parte la possibilità di essere sotto osservazione di più specialisti e dall’altra la possibilità di favorirne la collaborazione alle cure. Fin da subito gli è stato applicato un trattamento antidolorifico e contemporaneamente si sono svolte le consulenze otorinolaringoiatriche e pediatriche, ad integrazione degli altri accertamenti svolti dai medici del pronto soccorso nell’ambulatorio dove si trovava. Si sono inoltre svolte le valutazioni cliniche che hanno poi suggerito di inviare il bambino all’ospedale di Pisa per completare il percorso di cura alle ore 12,28».

«Non risultano, quindi, omissioni o negligenze o insensibilità nei confronti del piccolo paziente – conclude il direttore del Lotti – Nel rilevare l’adeguatezza della sua presa in carico e l’impegno dei sanitari nel gestire il caso, siamo comunque a disposizione della famiglia per un colloquio chiarificatore». –

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