Sicurezza
Giudice di pace, nuovo rinvio per il trasferimento al Palp
L’assessore Papiani: «Manca il contratto delle utenze di un piccolo ascensore ma il Comune ha fatto tutto quello che doveva: ora non dipende più da noi»
PONTEDERA. Slitta ancora una volta il trasferimento del giudice di pace dalla sede di proprietà privata di via Gotti, dove si trova attualmente, agli uffici comunali di Palazzo Pretorio. Se prima di Natale il Comune riteneva di poter “incassare” il risultato del trasloco in un immobile pubblico con un risparmio annuale di quasi centomila euro, che il Ministero paga per l’affitto, ora è stato costretto a ricredersi. Ancora una volta è la burocrazia a dettare i tempi. Nell’incontro che nei giorni scorsi si è svolto per decidere la data del trasferimento degli uffici del giudice di pace c’è stata un’altra fumata nera: nessuna data decisa, ma solo un nuovo rinvio.
Il Comune pensava di poter “tagliare il nastro” il 18 gennaio, ma è intervenuto un nuovo problema. «Manca il contratto che riguarda le utenze del piccolo ascensore che collega un piano all’altro degli uffici del giudice di pace – spiega l’assessore Marco Papiani che ha seguito tutta la vicenda per conto del Comune – e la Corte d’Appello, che è stata interpellata in proposito, ha detto che il trasferimento non può avvenire se prima non sono stati conclusi i contratti per tutte le utenze che saranno di servizio agli uffici del giudice di pace».
In due anni e mezzo, cioè da quando era nota a tutti la data di consegna dei lavori di Palazzo Pretorio, la macchina della giustizia non è riuscita a concretizzare il passaggio da una sede all’altra dei giudici di pace. Una storia incredibile a pensarci bene. Visto che il palazzo pubblico è stato ristrutturato da un privato sulla base di un accordo e di una convenzione con il Comune che prevedeva il trasferimento del giudice di pace nel palazzo, già sede della sezione distaccata del tribunale di Pisa, dove prima si trattavano i processi civili. E questo si è rivelato, evidentemente, un dettaglio scomodo. In un primo momento sono stati sollevati dubbi e perplessità sul fatto che l’ingresso degli uffici del giudice di pace sarà in comune con quello del bar ristorante che si trova al piano terreno dello storico palazzo. Location che per certi aspetti non aveva convinto neppure l’autorità giudiziaria tanto che nel passato è stata effettuata una verifica conoscitiva degli atti che riguardano l’accordo tra Comune e privato per la ristrutturazione del palazzo.
In ogni modo prima di Natale l’amministrazione comunale, che tra l’altro è inadempiente rispetto a quanto previsto dalla convenzione con il privato, sembrava essere arrivata a un passo dal chiudere questa vicenda. Negli ambienti giudiziari però la notizia dell’inizio del trasloco – ridotto di fatto agli interventi di pulizia – era stata accolta con scetticismo. E c’è chi diceva che il trasferimento non ci sarebbe stato. È andata proprio così. «Abbiamo fatto tutti i lavori richiesti, abbiamo anche riparato il tetto nelle parti dove c’erano infiltrazioni, sistemato le finestre e fatto altri lavori. A questo punto non dipende dal Comune», dice l’assessore Papiani. –
Sabrina Chiellini
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