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Pontedera

Dipendenti del Comune sospesi, la Cgil verso il ricorso: «Sanzione sproporzionata rispetto ai fatti»

Andreas Quirici
Dipendenti del Comune sospesi, la Cgil verso il ricorso: «Sanzione sproporzionata rispetto ai fatti»

Provvedimento disciplinare per nove dipendenti del Comune di Santa Maria a Monte accusati di aver fatto pause caffè senza timbrare il cartellino

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SANTA MARIA A MONTE. Nove dipendenti del Comune di Santa Maria a Monte puniti per aver abbandonato il posto di lavoro senza aver timbrato il cartellino. Un caso, emerso nell’ottobre 2018, legato a pause caffè troppo lunghe e nato da un esposto presentato da un cittadino a cui è seguita un’indagine dei carabinieri, con tanto di telecamere nascoste, che non ha evidenziato comportamenti perseguibili penalmente. La Procura ha archiviato il caso ma l’amministrazione comunale è andata avanti con il procedimento disciplinare. Così, nei giorni scorsi, sono arrivati i provvedimenti: eccetto due dipendenti che sono stati sospesi per un giorno ciascuno, per gli altri sette sono state decise sospensioni più lunghe: una settimana, otto e dieci giorni.

Secondo la Cgil, tuttavia, ci sono vizi di forma nei provvedimenti presi dall’amministrazione comunale di centrodestra guidata dalla sindaca socialista Ilaria Parrella. «Faremo ricorso all’autorità giudiziaria», dice Silvia Orsini della Funzione pubblica della Cgil. . Una vicenda che arriva a distanza di pochi giorni dal licenziamento di 16 dipendenti del Genio civile a Massa, decisi dalla Regione, proprio per assenteismo.

I provvedimenti sono già stati comunicati ai dipendenti del Comune di Santa Maria a Monte. Ma ci saranno, molto probabilmente, sviluppi, come annunciato da Orsini: «Ci risulta che alcuni dipendenti fossero in ferie nei giorni in cui è stato contestato loro l’abbandono del posto di lavoro. Per questo e per altri motivi, il nostro ufficio legale è già al lavoro per presentare i ricorsi».

La sindaca Parrella non fa dichiarazioni, ma la Cgil punta l’attenzione anche su un altro aspetto. «Parrella aveva detto – spiega ancora Orsini – che “difficilmente si andrà oltre una lettera di richiamo se per il lavoratore è la prima violazione”. Come mai questo cambio di direzione? Speriamo non sia perché alcuni di loro hanno in tasca la tessera della Cgil e una appartiene anche alla Rsu Cgil». In più, la sindacalista cita una delibera di giunta con cui «si dà un incarico legale per valutare la questione dal punto di vista penale, facendo opposizione alla richiesta di archiviazione dalla Procura. Cosa ci dobbiamo aspettare oltre?».

Citando anche «un clima pesante nell’ente», l’esponente della Cgil ammette comunque la colpa dei lavoratori. «L’errore da parte dei dipendenti del Comune c’è stato. È inutile negarlo – spiega Orsini – Ma crediamo che la pena debba essere commisurata a ciò che è stato commesso. Ci sembra che le decisioni prese dall’amministrazione comunale di Santa Maria a Monte siano un po’ troppo pesanti per quanto effettivamente accaduto».

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