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IL CASO 

«Chiudere il ponte di Lugnano causerà perdite per 70 milioni»

Sabrina Chiellini
«Chiudere il ponte di Lugnano causerà perdite per 70 milioni»

Appello di Confcommercio a governo ed enti locali per evitare la «catastrofe» «14 settimane di chiusura per i lavori metteranno a rischio 300 posti di lavoro»

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LUGNANO. L’inizio dei lavori al ponte sull’Arno che collega Cascina a Lugnano è previsto a giugno. E la Provincia prospetta la chiusura totale per 14 settimane. Con conseguenze che saranno pesanti per diversi aspetti. Un anno fa l’assessore ai lavori pubblici di Cascina Roberto Sbragia ha scritto alla Regione per chiedere un incremento dei finanziamenti, necessario ad accorciare i tempi del cantiere. «Non ho ricevuto risposta – dice – ma le preoccupazioni per le conseguenze della chiusura sono molte». E ora Confcommercio scrive a tutti, parte dai sindaci del territorio per arrivare a Roma. «Dal presidente del Consiglio dei Ministri Conte ai due vicepresidenti Salvini e Di Maio, dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Toninelli al Governatore della Toscana Rossi, dal presidente della Provincia di Pisa Angori ai sindaci dei comuni di Vicopisano e Cascina Taglioli e Ceccardi, sono questi i destinatari della lettera urgente che abbiamo inviato in queste ore alle massime istituzioni nazionali e locali per trovare una soluzione alla chiusura del ponte di Lugnano», spiega l’associazione dei commercianti. Si tratta di una lettera a firma del direttore Federico Pieragnoli e del presidente del Comitato del Ponte Luigi Cecchi, in cui si rende esplicita la richiesta di un intervento che scongiuri gli effetti più gravi, «come il crollo dei fatturati, la chiusura delle aziende, i lavoratori licenziati in un’area a forte vocazione industriale e commerciale. La preoccupazione è fondata su una stima dei dati definita molto prudenziale dallo stesso direttore di Confcommercio».

Ed ecco sciorinati i dati. «Considerando che il fatturato delle aziende direttamente coinvolte si aggira attorno ai 210 milioni di euro, e che l’indotto, tra i più importanti nella provincia di Pisa, coinvolge più di mille dipendenti, il dato che se ne trae è che la chiusura del ponte di Lugnano comporterà come minino una perdita dei fatturati di 70 milioni di euro e di oltre 300 posti di lavoro».

Pieragnoli parla poi di «catastrofe economica e sociale, che un territorio come quello di Vicopisano non può sopportare». Nemmeno Cascina se la passa meglio. L’ipotesi alternativa è sintetizzata dalle parole del presidente del Comitato del Ponte di Lugnano Luigi Cecchi: «È quella della costruzione di un ponte alternativo. A meno che non si accetti come un fato inevitabile che molti commercianti chiudano definitivamente la loro serranda e che qualche centinaio di persone perdano il lavoro da un momento all’altro. La necessità, che condividiamo al cento per cento, di garantire la sicurezza del ponte, non può tuttavia andare a gravare sulle spalle delle imprese di questo territorio». E tutto questo perché la Provincia per anni non ha effettuato la necessaria manutenzione e nessuno ha esercitato la necessaria azione di controllo del ponte. I lavori dovrebbero durare 14 settimane di chiusura totale e 11 settimane di senso unico alternato. Il ponte di Lugnano è una infrastruttura strategica, usato da migliaia di veicoli, e rappresenta la principale arteria di collegamento con la grande strada di comunicazione Firenze – Pisa – Livorno.

Tra l’altro ai Comuni viene chiesto di trovare più di 20mila euro per assicurare un servizio di soccorso con l’ambulanza che sarà affidato alla Croce Rossa. –

Sabrina Chiellini

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