Sicurezza
Aule fredde, soluzione tampone rientra la protesta degli studenti
In attesa che la Provincia risolva il problema lunedì, il generatore funzionante sarà tenuto accesso più del tempo previsto
pontedera. Proteste rientrate al liceo scientifico XXV Aprile di Pontedera. Dopo la mattinata di giovedì, durante la quale gli studenti e le studentesse hanno disertato le lezioni per protestare contro le temperature polari di alcune aule, ieri e oggi tutti sono tornati di nuovo in classe. Il problema, però, non è ancora risolto: la Provincia, che ha responsabilità sull’edificio scolastico, ha promesso che si adopererà per sostituire il pezzo difettoso dell’impianto di riscaldamento oggi pomeriggio. Sarà lunedì, dunque, il giorno della verità: se i termosifoni riscalderanno a sufficienza, la questione sarà finalmente risolta. Tutto è cominciato, come detto, giovedì. Anche se, per la verità, il problema dei riscaldamenti al liceo pontederese è abbastanza datato, come ha detto anche il vicepreside, Marco Nuti. Nell’ala ovest dell’edificio, ovvero dalla parte della scuola che si affaccia su via Giuseppe Salcioli e che sta di fronte all’Ipsia “Pacinotti”, la colonnina di mercurio faceva registrare una temperatura tra i nove e i quattordici gradi. Un clima insostenibile per far lezione: per questo gli studenti hanno deciso di protestare, ritrovandosi nell’atrio per scaldarsi con alcune coperte.
«Ieri (giovedì, nda) la Provincia ci ha assicurato che sarebbe intervenuta sabato pomeriggio (oggi, nda) – spiega Anna La Gioia, rappresentante d’istituto degli studenti – quindi lunedì dovrebbe essere tutto in regola».
Ieri e oggi, però, la situazione rimarrà invariata: freddo su tutti e tre i piani dell’ala dell’edificio. «Il disagio è per tutti – dice – sia per noi studenti, sia per i professori nel fare lezione». In attesa di lunedì, la Provincia ha fatto sapere che, per risolvere temporaneamente il malfunzionamento della caldaia, il riscaldamento sarà tenuto acceso per più del tempo previsto, utilizzando il generatore funzionante.
«Se lunedì i termosifoni dovessero essere spenti vedremo cosa fare – conclude la ragazza – ma nel frattempo le proteste si chiudono». Con la speranza che, con il suono della campanella della prossima settimana, ci siano anche le giuste temperature. –
Pietro Mattonai
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