Toscana
Accordo sui lavori di pubblica utilità fatti dai condannati
Cascina è il primo grande comune della provincia a siglare questa intesa. L’obiettivo: «Riabilitare chi ha sbagliato»
CASCINA. Accordo tra il Comune di Cascina e il tribunale di Pisa sui lavori di pubblica utilità. Ieri mattina il sindaco, Susanna Ceccardi, ha firmato insieme al presidente vicario del tribunale di Pisa, dottor Nicola Antonio Dinisi alla presenza dell'onorevole Donatella Legnaioli, che è anche assessore nel secondo comune della provincia per abitanti, la convenzione che permetterà ai condannati di poter dare un contributo sociale a scopo rieducativo alla comunità e al tempo stesso di ottenere una riduzione della pena svolgendo lavori di pubblica utilità. Spazzamento strade, pulizia parchi, manutenzione di immobili, protezione civile, sono solo alcune delle attività in cui potranno essere impiegati. Un servizio attivo in pochi comuni ma che viene svolto per conto di molte associazioni del territorio. «Noi siamo assolutamente a favore della riabilitazione delle persone che hanno sbagliato, dimostrando col proprio lavoro che possono riscattarsi nei confronti della comunità in cui vivono. Il nostro è il comune più grande di tutta la provincia che ha firmato questo tipo di convenzione. Ancora una volta, Cascina fa da modello», ha detto il sindaco Ceccardi.
«Chi sbaglia è giusto che paghi il suo conto, soprattutto quando si tratta di un conto con la giustizia e la nostra società. Ma è altrettanto giusto dare un riconoscimento a chi, concretamente e non le sole parole, vuole dimostrare di essere in grado di reinserirsi in quella stessa società». Ceccardi ha tenuto a spiegare che, appena ne ha avuto l'occasione, ha trovato doveroso sottoscrivere una convenzione con il Tribunale di Pisa per progetti di pubblica utilità.
E così chi deve terminare di pagare il suo debito con la giustizia, potrà farlo sfalciando l'erba o pulendo le strade di Cascina: un modo concreto per dimostrare alla nostra comunità. Il lavoro socialmente utile consiste nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività, da svolgere presso enti pubblici territoriali (Stato, Regioni, Province e Comuni) o presso organizzazioni di assistenza sociale, di volontariato o di lotta alle dipendenze. L’attività viene svolta sulla base di convenzioni stipulate dagli enti con il ministero della Giustizia o, su sua delega, con il presidente del Tribunale, le quali indicano anche la natura dell’attività in cui può consistere il lavoro di pubblica utilità. —
S.C.
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