Il Tirreno

Pontedera

il caso 

Pareti piene d’umidità, fili scoperti e rifiuti il palazzo di via Rospicciano è nel degrado

– S. C.
Pareti piene d’umidità, fili scoperti e rifiuti il palazzo di via Rospicciano è nel degrado

Viaggio nell’edificio che ospita famiglie macedoni provenienti da Oratoio e altre arrivate dal campo rom di Navacchio

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PONSACCO. Il primo ad entrare nei tre blocchi di appartamenti che fanno parte del complesso di via Rospicciano è stato il degrado. Tra battaglie giudiziarie, controversie e faldoni di migliaia di pagine, quei palazzoni rossi che tutti a Ponsacco conoscono con il nome di “ecomostro”, sono finiti al centro del fallimento, dichiarato dal Tribunale di Pisa con una sentenza del 30 giugno 2017, della Futura Immobiliare, impresa costruttrice e proprietaria di gran parte del complesso immobiliare.

Un anno e mezzo fa, a fallimento in corso, negli appartamenti, dalle pareti già cariche di umidità, con i contatori della corrente lasciati con i fili scoperti, vetrate in frantumi, cemento armato che cade a pezzi per le infiltrazioni d’acqua, le prime famiglie macedoni che la società della salute di Pisa ha incentivato a lasciare Pisa, le zone di Oratoio e Cisanello, hanno trovato casa nel complesso di via Rospicciano. Ecco che quelle case dove in pochi erano andati ad abitare, quasi tutti stranieri, diventano un “tetto” che accoglie nuovi inquilini. Grazie a un intreccio di società, su cui il centrosinistra ha più volte chiesto di indagare, gli appartamenti, pur entrando a pieno titolo in un procedimento fallimentare, sono in mano a una società di gestione che li affitta e incassa i ricavi.

Oggi esplode un caso rom, dopo che alcune famiglie del campo rom chiuso a Navacchio dalla sindaca leghista di Cascina si sono trasferite a Ponsacco. Ma la migrazione verso questa zona della Valdera era già iniziata e una società aveva già preso i primi accordi con le famiglie seguite dalla società della salute pisana. La conferma arriva da Becir, 27 anni, macedone, che incontriamo sulla porta di casa, dopo avere ricevuto diverse risposte secche: «Non abbiamo nulla da dire».

Andiamo in giro sulle scale dei vari blocchi di appartamenti, una cinquantina di alloggi in tutto. Sui balconi c’è un po’di tutto, dai tappeti alle coperte, stesi al sole. Di panni stesi alle finestre ce ne sono in quantità ma l’immobile sembra deserto, all’ora di pranzo. «Abito qui da circa tre anni, prima vivevamo a Ospedaletto, vicino a Pisa. Ci siamo trasferiti d’accordo con la società della salute che ci aveva dato 1.500 euro a famiglia, siamo in dieci. Siamo arrivati dopo avere preso contatto con un’agenzia, non abbiamo mai avuto problemi».

In generale però le famiglie che si sono stabilite nei vari appartamenti non hanno voglia di parlare con i cronisti. E chi lo fa chiede di non essere fotografato per non avere problemi con altri connazionali o con i vicini di casa.

Anche un’altra giovane donna macedone, residente a Ponsacco da sei anni, dice di essersi trasferita negli appartamenti degradati da lungo tempo. Poi c’è un ragazzo non ancora diciottenne, arrivato da Navacchio: «Non ho tempo per queste cose». Gli fa eco un altro familiare dall’aria infastidita.

Si parla di degrado all’interno del complesso in parte adibito a usi abitativi, in parte a commerciali e direzionali. Molti fondi commerciali, a parte quelli che si affacciano su via Rospicciano, sono in abbandono. Vetri rotti, cavi elettrici manomessi e rifiuti. L’immondizia occupa parecchi spazi, c’è sulle scale, in un seminterrato dove qualcuno ha sfondato una parete a mattoncini. Ci sono biciclette da bambini, passeggini, bottiglie, bombole del gas, lavandini da destinare alla discarica, pareti sporche, sacchini abbandonati. Oltre ai rom, che non hanno trovato altre persone disposte ad affittare, ci sono anche alcune famiglie di migranti dell’Africa.

«In fondo, qui la vita scorre senza problemi. Non mi pare ci siano problemi di convivenza», spiega un altro giovane. E nessuno sa o vuole dire a chi sono destinati i soldi dell’affitto. –

S. C.

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di Redazione web