Il Tirreno

Pontedera

ASSISTENTI SOCIALI IN PIAZZA 

«Agape partecipi al confronto sui problemi dell’assistenza»

«Agape partecipi al confronto sui problemi dell’assistenza»

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PONTEDERA. Hanno scioperato per chiedere minori carichi di lavoro in un campo delicato come il sociale. Hanno ottenuto un incontro col presidente della Società della salute, Simone Millozzi, che ha chiesto al loro datore di lavoro, la cooperativa Agape, di confrontarsi per cambiare la situazione.

Venticinque lavoratori in lotta, e presidio davanti al Comune di Pontedera, per ottenere un miglioramento delle loro condizioni occupazionali, sotto il punto di vista della gestione dei casi che hanno in carico.

«Dopo il cambio di appalto – spiega Beatrice Zambenetti, 47 anni, da 22 in Agape – ci siamo ritrovati a lavorare in condizioni davvero difficili. Oltre all’ordinario, fatto di casi urgenti da seguire tutti i giorni, dobbiamo essere disponibili a una turnazione pomeridiana dalle 13 alle 19 e alla reperibilità telefonica dalle 9 alle 19 il sabato e la domenica. Il tutto per 36 ore di lavoro settimanali a paghe di circa 1.100 euro al mese».

Un aspetto riguarda anche che, secondo gli assistenti sociali, Agape si sia rifiutata di trattare. La coop ha spiegato che non riconosce le Camere del lavoro autonomo e precario (Clap) come sindacato, perché non partecipa alla trattativa per il contratto nazionale.

Francesco Rapanelli, coordinatore delle Clap, sul confronto mancato con Agape, spiega: «Rappresentiamo la totalità degli assistenti sociali. Non siamo un sindacato nazionale, ma vogliamo discutere e risolvere dei problemi locali»

Millozzi ha detto che «la gara di appalto è stata l’unica possibilità, giuridica e amministrativa, per garantire ai lavoratori il mantenimento del posto. Ho espresso la disponibilità a sollecitare gli attori coinvolti nella questione perché si possano approfondire le sollecitazioni e gli interessi per la miglior qualità del servizio ai cittadini». Quanto ad Agape, «in merito alle conseguenze dello sciopero, la cooperativa si riserva di valutare la legittimità delle azioni», dice la presidente Gessica Massei. —

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