Il Tirreno

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Verso il palio 

Jacopo Mannucci ci riprova da tre anni con Ascensione

Lorenzo Lazzerini
Jacopo Mannucci ci riprova da tre anni con Ascensione

Il capocontrada tenterà di togliere l’ingombrante titolo di “nonna” ai suoi che non vincono ormai da molte edizioni

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BUTI. «È il mio terzo palio da capocontrada, il primo siamo arrivati terzi, nel 2018 secondi e per quest'anno... non dico niente, ma ci crediamo tantissimo». Al terzo tentativo Jacopo Mannucci proverà a togliere ad Ascensione l'ingombrante titolo di “nonna”, cioè la contrada che non vince da più tempo al Palio di Buti.

Un po' di scaramanzia è d'obbligo, ma per il giovane capocontrada ci sono tutte le condizioni per fare bene e arrivare a quel cencio che manca dal 2005. Per raggiungere un traguardo atteso da 14 anni ha scelto un fantino esordiente, l'unico debuttante al canapo nella corsa del 20 gennaio.

A difendere i colori neroverdi sarà Marco Monteriso. Un nome nuovo per il mondo del palio, ma non per gli appassionati di ippica. Il 39enne napoletano vanta 25 anni di esperienza (e tante vittorie) negli ippodromi di tutto il mondo. Ha lavorato in Francia, Giappone, Singapore e Qatar, solo per citare alcuni Paesi, e ora ha deciso di dedicarsi a un altro tipo di corse. «La scelta di Monteriso è arrivata quasi per caso – dice Mannucci – dopo la fine del rapporto con Di Stasio gli stavamo chiedendo consigli su una monta adatta per il Palio di Buti, e dopo qualche settimana si è fatto avanti lui stesso, dicendo che si sentiva pronto e che si sarebbe messo a disposizione. Ci è bastato poco per ufficializzarlo». Il cavallo invece sarà ancora Umatilla, una femmina di 6 anni confermatissima dopo il bel palio dell'anno scorso chiuso al secondo posto. Per il baio della scuderia di Giovanni Atzeni anche una vittoria nel Palio della Costa etrusca a San Vincenzo. «Purtroppo in finale non è andata come speravamo, ma Umatilla ha fatto una prima batteria davvero forte e con un anno di esperienza in più e una preparazione mirata pensiamo che abbia tutte le carte in regola per vincere».

Il primo cencio all'Ascensione è arrivato nel 1989, con Guido Tommasucci detto “Bonito” in sella a Ventorro, poi nel 1993 con Vincenzo Foglia su Capuleto e nel 2000, con Gaetano La Russa detto “Il Maligno” su Chen Damy. Infine, la doppietta del 2004- 2005, con il cavallo Addinwattwattrashid, montato prima da Virginio Zedde e l'anno dopo da Roberto Filippini.

Lorenzo Lazzerini

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