Il Tirreno

Pontedera

Dilaga la cocaina anche in Valdera: aumentano i pazienti al Sert

Stefano Taglione

Pontedera, in cura pure una ragazzina che ha iniziato a drogarsi a 9 anni. Il responsabile Milo Meini: «Vedo delle famiglie disperate»

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. In Valdera ora la cocaina iniziano a usarla anche i bambini di nove anni. Il caso – è il più “infantile” dal 1990 ad oggi – è stato riscontrato nel 2018 dal Servizio per le tossicodipendenze (il SerT) di Pontedera. La ragazzina, che ora ha 13 anni, a quest’età è diventata totalmente dipendente non solo della cosiddetta “polvere bianca”, ma anche di altre sostanze stupefacenti. L’anno scorso – secondo i dati dell’Asl Toscana nord ovest – in Valdera è cresciuto il consumo di cocaina, dato che i pazienti in cura (230 sui 607 complessivi) sono il 37%, contro il 35% dell’anno precedente, il 2017. Mentre l’eroina, molto più economica che in passato, resta stabile con una fetta del 30% di diffusione e 182 pazienti in cura solo nel nostro territorio.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.17636107:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2019/01/09/news/inizia-a-sniffare-cocaina-a-9-anni-bambina-finisce-in-cura-al-sert-1.17636107]]

«Abbiamo notato – spiega il responsabile del SerT locale, il dottor Milo Meini – che i ragazzini iniziano a fare uso di droghe pesanti sempre prima, quantomeno in età adolescenziale. Poi abbiamo registrato questo caso, della bambina di 0 anni, per il quale naturalmente abbiamo dovuto prevedere un percorso personalizzato, valutato sotto tutti i punti di vista. È un dato allarmante: ha iniziato a farsi di cocaina a 9 anni, mentre a 13 ne è diventata completamente dipendente».

In cura al SerT ci sono però anche gli adulti, i cinquantenni ad esempio. «La crescita – continua Meini – la notiamo fra i più giovani, non fra loro. Il prezzo accessibile della cocaina non rappresenta più una barriera economica: ormai il costo è quasi quanto quello dell’eroina. L’aumento dei pazienti che seguiamo, purtroppo, vale in Valdera come a livello nazionale. Da noi noto sempre più famiglie senza lavoro, che sono disperate. Ormai nemmeno la famiglia viene considerato un porto sicuro».

Secondo il medico dell’Asl Toscana nord ovest, oggi i giovani iniziano prima «con la marijuana e le sigarette – spiega – poi proseguono con l’alcol e la cocaina». Ma Pontedera e il resto del circondario non sono immuni neanche al resto. «Abbiamo pazienti che hanno fatto uso pure di anfetamina, metanfetamina e ketamina», continua Meini, che esorta le famiglie a «rivolgersi agli specialisti», perché «solo loro possono aiutare le persone a uscire dal tunnel delle tossicodipendenze». «Innanzitutto serve una grande forza di volontà – sottolinea il responsabile del dipartimento sanitario della provincia di Pisa – ma non basta. Bisogna rivolgersi a uno specialista preparato, non a un normale utente che di medicina non capisce nulla. Solo attraverso un aiuto qualificato si può uscire definitivamente dall’incubo».

Per l’eroina le cure sono molteplici, «mentre purtroppo per la cocaina non abbastanza», quindi «per noi il lavoro è senza dubbio più complicato. In ogni caso gli specialisti sanno che cosa fare ogni qualvolta si trovano di fronte una persona con problemi di questo tipo».

Secondo il medico, quindi, «la famiglia non è più un parafulmine contro l’uso delle sostanze stupefacenti», nemmeno in Valdera «È dagli anni Novanta che l’uso della cocaina sta crescendo in modo inarrestabile – prosegue Meini – e purtroppo non se ne vede la fine, dato che è la società performante in cui viviamo che convince le persone a ricorrere a questa droga pesante». —



Altro servizio a pag. 9
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web