Gioco
Cartuccia spedita alla sindaca archiviazione per ex militante
La soddisfazione del pensionato sottoposto nell’aprile 2018 al test del Dna «Ho vissuto un brutto periodo, ma ora è stata accertata la mia estraneità»
CASCINA. Aldo Passetti non c’entra niente con la lettera minatoria, accompagnata da una cartuccia calibro 28, recapitata alla sindaca Susanna Ceccardi nel novembre 2017.
Il gip Donato D’Auria, accogliendo la richiesta del pm Lydia Pagnini, ha archiviato la posizione del pensionato cascinese che fu indagato con l’accusa di minacce alla sindaca per quella missiva anonima in cui c’era scritto: «Con il tuo razzismo non andrai lontano. Per il momento accetta questo nostro pensiero che ti mandiamo con sincerità. Ripuliremo Cascina dalle merde come te».
Passetti, assistito dall’avvocato Cristina Bibolotti, fin dalla notifica dell’avviso di garanzia si era proclamato estraneo alle contestazioni, mettendosi a disposizione per il test del Dna eseguito nell’aprile scorso.
Le tracce di sudore rilevate sulla busta sono state analizzate dai carabinieri del Ris e la conclusione è che non appartengono al 71enne cascinese, un passato di militanza attiva a sinistra e un presente di fustigatore della giunta leghista, soprattutto attraverso i social. Un’attività che aveva orientato le indagini sul suo conto. Salvo poi scagionarlo da ogni accusa.
«Finalmente è stata fatta chiarezza – spiega Passetti –. Sapevo di essere innocente, ma è stato difficile sostenere gli sguardi della gente che pensava il contrario. C’è voluto quasi un anno da quando mi sottoposi al test del Dna, ma alla fine la verità è venuta fuori. Sono estraneo alla lettera spedita alla Ceccardi».
Era una domenica quando a casa di Passetti bussarono i carabinieri. «Deve presentarsi da noi domani» gli dissero senza spiegargli il motivo.
Una volta varcata la soglia della caserma gli comunicarono l’iscrizione sul registro degli indagati per la cartuccia e la lettera alla sindaca.
«Mi venne chiesto di fare il test del Dna e non ebbi problemi a dire di sì - spiega Passetti –. Mi fecero tre prelievi di saliva. Credo che siano arrivati a me per un’attenzione pregressa. Un ventina di anni fa all’esterno di una sede di Forza Italia, che ora tra l’altro non c’è più, scrissi con “Resistere, resistere, resistere. Non contento, dopo che avevano imbiancato, tornai sul posto e scrissi di nuovo “Resistere, resistere, resistere”. Tutto qui. Ma tra scrivere una cosa del genere e architettare una minaccia come quella alla sindaca ce ne corre. Quando uscì la notizia mi dissociai pubblicamente. Anzi, per me era uno spot per la Ceccardi».
Passetti ammette di essere stato su Facebook autore di dichiarazioni critiche contro la giunta.
«Forse i miei post sono stati un elemento scatenante – riflette il pensionato – o forse è stato un modo per farmi tacere. Sapevo che sarebbe andata a finire così, anche se è passato molto tempo. Ho vissuto un periodo brutto e ora voglio far sapere che non c’entro niente con quella storia. Vent’anni fa ero molto attivo politicamente e, magari, poteva anche capitare di eccedere. Ma ora a 71 anni non sono per queste cose». —
Pietro Barghigiani
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