La protesta
Uccise un ambulante: «Pena troppo mite, la vita non può valere così poco»
Aliou è il fratello di Idy Diene, il senegalese ucciso a Firenze a marzo ed è rimasto senza parole dopo la sentenza del tribunale
PONTEDERA. «Una condanna a soli 16 anni di carcere per avere ucciso un uo non si può accettare. È una pena troppo mite. Come è possibile che valga così poco la vita di un uomo? ». . Aliou, fratello di Idy Diene, il senegalese ucciso a Firenze a marzo, ieri era in tribunale al momento della lettura della sentenza ed è rimasto senza parole, pensando anche al modo di amministrare la giustizia che c’è nel suo Paese di origine.
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«Ho chiesto al mio avvocato cosa stava succedendo, sono rimasto molto sorpreso. Ancora non conosco cosa è scritto negli atti», si sfoga l’uomo che abita a Pontedera, anche se spesso rimane a Firenze per motivi di lavoro, come lo zio della vittima, Seck Souleima, anche lui molto deluso dalla sentenza di condanna.«È una pena troppo bassa – dice – sinceramente non avrei mai immaginato che chi ha ucciso Idy ricevesse una condanna a 16 anni. Ha tolto la vita a una persona».
La moglie della vittima vive a Firenze, ma ieri mattina, non era presente alla lettura della sentenza, come se avesse uno strano presentimento rispetto alla pena che sarebbe stata comminata. Il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, pur senza entrare nel merito della sentenza di primo grado, di cui si conosceranno le motivazioni tra sessanta giorni, esprime una certa soddisfazione per la velocità con cui si è chiuso il processo.
«L’unica cosa positiva è che si è giunti in tempi abbastanza rapidi ad una sentenza di condanna rispetto a una tragedia che aveva scosso l’intera comunità. Quando ci saranno le motivazioni – sottolinea il sindaco – si potrà comprendere la vicenda nei vari aspetti. Sono vicino ai familiari del senegalese ucciso e comprendo il loro dolore».
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