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La sindaca: noi andiamo avanti con la demolizione della Fucini
Francesca Brogi (Pd) replica al critico Vittorio Sgarbi e alle forze d’opposizione «Chi proverà a fermarci sarà responsabile della carenza di aule per gli alunni»
PONSACCO. «Noi andremo avanti per la nostra strada e chi proverà a fermarci ne pagherà le conseguenze, sarà responsabile della carenza di aule e anche del fatto che i bambini resteranno nei moduli provvisori per chissà quanti anni». La sindaca di Ponsacco, Francesca Brogi, Pd, non sembra intenzionata a farsi intimorire dagli attacchi delle opposizioni e dalle critiche di Vittorio Sgarbi. E anche se sono trascorsi pochi mesi dalla mostra celebrativa, dedicata all’architetto ponsacchino Renzo Bellucci, l’edificio da lui progettato e che ospitava la scuola media “Fucini”, chiuso per problemi statici, sarà demolito.
«Ristrutturare costa troppo – dice la sindaca – e non ci dà gli stessi risultati di una edificazione nuova, che risponde a modelli tecnologici attuali. Se abbiamo preso questa decisione è perché sulla base degli accertamenti tecnici e della normativa non potevamo fare diversamente. Ci sono altre scuole progettate dallo stesso architetto e che restano in piedi. Se sarà messo un vincolo, come chiede Sgarbi, all’edificio delle Fucini qualcuno si prenderà anche la responsabilità delle conseguenze».
La scuola è stata costruita nel 1964 e ampliata nel 1975. Il Comune, circa due anni fa, ha cominciato a progettare l’ampliamento, nessuno immaginava che l’edificio avesse problemi di stabilità. «Adeguare la scuola costa 1 milione e 500mila euro – dice Brogi – con gli stessi soldi possiamo costruire un edificio nuovo e moderno. Ma non abbiamo un terreno pubblico a disposizione, per questo abbiamo scelto di demolire e ricostruire».
I tempi sono molto stretti. La stessa dirigente scolastica ha più volte sollecitato il Comune ad accelerare i lavori previsti per la scuola primaria Fucini. Per l’anno scolastico 2019-2020 gli alunni della primaria aumenteranno e il Comune dovrà provvedere alla loro sistemazione adeguata altrimenti ci sarà un’emergenza-aule. Già ora ci sono 200 bambini che vanno a scuola nei moduli e altri nei laboratori della scuola media. «Guardando dall’esterno la scuola non sembra in pessime condizioni – aggiunge Brogi – ma quando abbiamo fatto le valutazioni per l’ampliamento è emerso che il cemento armato ha molti problemi».
Se la sindaca difende la sua scelta a spada tratta, dal mondo degli architetti c’è chi invita alla prudenza. La mostra, voluta dai Lions, e dedicata a Bellucci, era stata pensata in linea con la pubblicazione “Renzo Bellucci, opere e progetti”, edita da Pacini e curata da Federico Bracaloni e Massimo Dringoli. “Il Tirreno” ha chiesto all’architetto Bracaloni un commento sulla diatriba nata intorno alla vecchia scuola. Un edificio datato sì, ma senza i requisiti per essere vincolato.
«La scuola Fucini è una testimonianza pregevole ma forse la meno significativa dell’architetto Bellucci. Non conosco nel dettaglio gli studi che sono stati fatti – dice Bracaloni – mi pare di avere capito che le motivazioni addotte dal Comune per arrivare alla demolizione sono di ordine strutturale». Perché non viene valutata una alternativa? «Non conosco su quali parametri scientifici è arrivata la scelta – aggiunge – e comprendo bene l’esigenza di una amministrazione comunale quando si parla di costi. A volte quelli di ristrutturazione sono molto elevati e così e così spesso prevale l’interesse a fare economia». In sintesi, secondo Bracaloni, è auspicabile «riuscire ad evitare la demolizione dell’edificio».
«La dichiarazione di interesse culturale dell’edificio potrebbe costringere il Comune a rivedere i suoi piani ma da quanto ne so non siamo ancora in questa fase», dice Andrea Bertolini della Soprintendenza di Pisa. —
Sabrina Chiellini
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