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Pontedera

Morì cadendo dal tetto, due indagati

Il palazzo del tribunale a Firenze
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Il palazzo del tribunale a Firenze

Il caso riguarda l'incidente sul lavoro in cui perse la vita l'artigiano di 46 anni, Guarino Elia. Per il titolare della ditta e il capocantiere l'accusa è di omicidio colposo

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EMPOLI. Sono saliti a due gli indagati della procura di Firenze, che adesso ha chiuso le indagini, per la morte di Guerino Elia, artigiano di 46 anni, morto il 5 ottobre 2017 cadendo dal tetto di un capannone a Pozzale di Empoli. Nell'inchiesta sono indagati il titolare della ditta con sede in una parte del capannone interessata dal crollo - come committente dei lavori -, e il capocantiere di fatto, 53 anni. Per entrambi l'accusa è quella di omicidio colposo.

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Secondo quanto ricostruito, Elia perse la vita cadendo da un'altezza di oltre 6 metri per il cedimento di una lastra di amianto che stava rimuovendo. In base alle indagini, coordinate dalla pm Christine Von Borries, l'artigiano, co-titolare di una ditta edile, al momento dell'incidente stava lavorando sul tetto insieme al titolare di un'altra azienda edile, senza che nessuno dei due avesse le competenze tecniche e la formazione necessaria per rimuovere le lastre.

I due avrebbero inoltre operato senza rispettare le misure di sicurezza e prevenzione degli incidenti sul lavoro, non utilizzando dispositivi di protezione a anticaduta, carenze la cui responsabilità viene riportata in capo agli indagati.

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