Sicurezza
Fucini, Sgarbi in soccorso: la scuola non va demolita
Il critico d’arte annuncia di aver chiesto al ministro il vincolo per diritto d’autore E alla Brogi dice: «Fai una mostra su un architetto e poi abbatti una sua opera»
Vittorio Sgarbi si arruola sul fronte di chi vuole salvare la scuola primaria Fucini che il Comune intende smantellare per problemi statici. E lo fa chiedendo al ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli di sottoporre a vincolo per diritto d’autore l’edificio progettato dall’architetto ponsacchino Renzo Bellucci.
Ha letto il Tirreno, l’ex sottosegretario del governo Berlusconi e ora deputato del Gruppo Misto. L’appello a Sgarbi durante il flash mob di protesta da parte della designer Nicoletta Cursi è stato accolto dal critico d’arte che affida al nostro giornale il suo pensiero sulla disputa in corso.
Si schiera per il mantenimento dell’immobile, l’onorevole che dichiara di parlare senza intenti polemici o politici, ma solo tecnici come esperto della materia. Il suo bersaglio e la sindaca Francesca Brogi che a sostegno della sua tesi aveva spiegato che «non ci sono altri terreni pubblici disponibili e quello individuato dalle opposizioni è sottoposto a un vincolo di pericolosità idraulica. Invece di interpellare Sgarbi, parlino con un ingegnere idraulico. Mettere in sicurezza e adeguare la scuola Fucini costerebbe non meno di un milione di euro. È un’ipotesi che non possiamo neppure prendere in considerazione perché quello è l’unico terreno a disposizione su cui possiamo costruire immediatamente la nuova scuola».
Il critico d’arte le replica così: «La sindaca non si rende conto del fatto che proprio grazie alla mostra fatta su Bellucci può essere applicata una norma che riguarda i vincoli e investe il diritto d’autore – spiega Sgarbi -. Ho già parlato con il ministro e parlerò con il segretario generale per sottoporre a entrambi l’ipotesi di apporre il vincolo per diritto d’autore».
Nel racconto di una storia che divide Ponsacco, il critico d’arte dice di cogliere una contraddizione di chi vuole rimuovere la scuola.
«Voglio dire questo – attacca –. Tu sei la sindaca di un paese che dà le origini a un architetto che si chiama Bellucci, gli fai una mostra e contemporaneamente gli butti giù un suo edificio. Non mi sono agitato per attaccare lei, non so neanche chi sia. Né per una ragione politica. Leggo che M5S e Forza Italia si sono mossi, ma non me frega nulla. Dico semplicemente che Bellucci ha avuto una mostra in suo onore e l’unico edificio che rappresenta il suo ingegno viene abbattuto. È come buttare giù la casa di Boccaccio a Certaldo. Non sono io che ho fatto la mostra. Questa ragazza, con quell’aria presuntuosa, spieghi perché fa la mostra di un architetto e poi vuole demolire l’architettura visibile nel suo paese».
Sgarbi non esclude di presentarsi a Ponsacco per rendersi conto di persona dei temi in ballo. Un architetto celebrato con una mostra, ma rimosso con una sua opera per problemi strutturali.
«Non potevo non intervenire – prosegue l’onorevole –. Mi è stato rivolto un appello e rispondo. Il mio è un ragionamento logico. Vedo l’assurdità di una cosa e mi chiedo perché è avvenuta. I costi? Altra contraddizione. La sindaca dice che l’adeguamento tecnico della scuola costerebbero un milione di euro. Di sicuro meno di quanto verrà a costare un nuovo edificio. Una contraddizione evidente. Vuole qualcosa di nuovo fatto da un altro preferendo a quello di chi ha appena celebrato». —
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