Il Tirreno

Pontedera

Il nuovo quartiere “ostaggio” dell’Arpat: ulteriori verifiche sul terreno sospetto

di Tommaso Silvi
Il cantiere del “Green Park” che stenta a rimettersi in movimento (foto franco silvi)
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Il cantiere del “Green Park” che stenta a rimettersi in movimento (foto franco silvi)

Pontedera: si allungano ulteriormente i tempi dell’iter realizzativo della lottizzazione “Green Park” nelle vicinanze dello stadio

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PONTEDERA. «Entro settembre avremo completato le opere di urbanizzazione e i lotti saranno pronti per essere acquistati da coloro i quali, successivamente, potranno costruire lì la loro casa. Siamo stati fermi in inverno coi lavori per le condizioni meteo». Sono le parole con cui, nell’aprile scorso, Andrea Mannocci, direttore dei lavori del Green Park, il maxi complesso residenziale in zona stadio, rassicurava i cittadini sulla realizzazione dell’opera. Ma oggi il completamento del nuovo quartiere è ancora lontano. A frenare l’operazione edilizia c’è l’ennesima richiesta di Arpat. Un altro capitolo di una vicenda ricca di colpi di scena. E, soprattutto, di ritardi.

Il Comune di Pontedera, nel febbraio 2017, aveva dato lo stop ai lavori in seguito ad alcune indagini di Arpat sul terreno all’interno del cantiere. In particolare, era stato trovato nel terreno di riporto un parametro superiore alla norma, per ciò che riguarda i siti a indirizzo residenziale, relativamente alla presenza di “Pcb”, ovvero idrocarburi pesanti. La terra in questione arrivava da Livorno. Arpat ha comunicato l’anomalia al Comune, che quindi ha ordinato alla Green Park, la società che si è presa in carico l’investimento multimilionario per dare vita a un nuovo angolo di città, di bonificare le aree contaminate.

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Le nuove analisi da parte di Arpat per capire se gli idrocarburi sono stati ridotti al di sotto della soglia fissata dalla legge hanno dato esito negativo (cioè sono inferiori), ma sono state richieste ulteriori integrazioni alla Green Park, che ha presentato la documentazione richiesta e che ora aspetta un responso. Una parte delle indagini, dunque, si è conclusa positivamente. Su indicazione di Arpat e Regione, però, è stata avanzata una richiesta di integrazione suppletiva su alcuni aspetti e su alcune parti del perimetro del cantiere. La Green Park l'ha presentata da pochi giorni ed è al vaglio degli uffici comunali, regionali e di Arpat per l'approvazione definitiva del piano e delle azioni conseguenti.

Nel frattempo il sindaco Simone Millozzi mastica amaro: «Quel comparto residenziale rappresenta una svolta per la città, a livello urbano e di mobilità sostenibile, grazie alla lunga pista ciclopedonale inserita nel progetto. C’è amarezza per i troppi intoppi che si sono susseguiti. La proprietà deve fare tutto ciò che è necessario per riportare la situazione alla normalità, con l’auspicio che gli enti coinvolti diano l’ok per proseguire spediti verso il completamento del quartiere. Si tratta di un’opera di fondamentale importanza per la collettività, che mi auguro possa essere terminata nel minor tempo possibile».

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