La protesta
Incubo lupi, una pecora uccisa vicino a Treggiaia
pontedera. Nuovo attacco alle pecore dell’allevatore Salvatore Briga a Treggiaia. Dopo gli episodi di maggio e settembre, l’altra sera un altro animale ucciso da predatori. Difficile dire se si tratti di lupi, canidi o cani selvatici. Fatto sta che Briga ha diciotto pecore in meno a causa di un fenomeno difficilmente arrestabile. «Ormai siamo praticamente rassegnati», dice l’allevatore di origine siciliana.
Uno degli elementi che più preoccupano in questa vicenda è che gli attacchi avvengono a poca distanza dal centro abitato. «Il mio allevamento si trova a 500 metri da I Fabbri, sotto Treggiaia – spiega – ed è di fronte al centro ippico Lo Scoiattolo». L’altra sera Briga ha contato le pecore accorgendosi che ne mancava una. È andato a casa pensando di essersi sbagliato. Invece, ieri mattina ha ripetuto l’operazione confermando l’assenza di un animale. «Così mi sono mosso coi cani e ho notato che puntavano verso una radura – racconta Briga –. Sono andato a vedere e ho trovato un capriolo sgozzato. A cinquanta metri di distanza c’era la mia pecora, anche questa martoriata dai predatori».
Un danno non rilevante, quello subito con il terzo attacco in un anno. Ma che si aggiunge ai problemi subiti negli ultimi mesi. «Farò il censimento delle mie pecore – sottolinea – e mi rivolgerò alle autorità. Ma questa è una battaglia impossibile da battere se non vengono prese decisioni drastiche. Il nostro lavoro va in fumo con troppa facilità, obbligandoci a fronteggiare problemi economici ingenti a cui è sempre più difficile fare fronte». —
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