Il Tirreno

Pontedera

Inventa un visore virtuale per far allenare i tennisti

Tommaso Silvi
Inventa un visore virtuale per far allenare i tennisti

Gioele Salvadori, laureato in scienze motorie, ha creato con un’azienda di Cecina una strumentazione tecnologica che è in uso ad alcune promesse della racchetta 

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CAPANNOLI. Solo. Con una racchetta tra le mani. A guardia di un campo largo quasi otto metri e lungo quasi dodici. Dall’altra parte della rete arriva sparata una pallina. Una frazione di secondo per intuirne la traiettoria, colpirla e darle una direzione capace di mettere in difficoltà l’avversario. Il tennis non è uno sport per chi ama soffermarsi a pensare. Lucidità, fermezza e un pizzico di fantasia sono gli ingredienti che fanno un campione. E tutti e tre possono essere allenati. Come? Con una maschera in grado di far compiere un viaggio in una realtà virtuale. Perché oltre alla tecnica, deve essere affinata anche la mente del tennista. . Ne è convinto Gioele Salvadori, 27enne di Capannoli laureato in scienze motorie all’università di Pisa e specializzato in scienze e tecniche dell’attività sportiva all’ateneo di Bologna. Dopo molti sacrifici e giornate intere passate a studiare il profilo psicologico dell’atleta in generale, oltre a una serie di applicazioni tecnologiche, da poche settimane il sogno di Gioele è diventato realtà.

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«Ho inventato un software che utilizza la realtà virtuale per prendere decisioni in poco tempo», racconta mentre stringe tra le mani il frutto delle sue fatiche. L’allenamento per tennisti 2.0 funziona così: l’atleta indossa il visore e viene proiettato in un campo da tennis tridimensionale, con tanto di racchetta e una serie di palline da colpire. «Ci sono vari protocolli di allenamento – prosegue Salvadori – ognuno studiato per stimolare una determinata caratteristica del giocatore. Per esempio, c’è un programma in cui, a un certo punto, il giocatore vede apparire l’immagine di un avversario dalla parte opposta del campo. A seconda della posizione del corpo della figura virtuale, chi si sta allenando deve decidere velocemente come colpire la pallina e dove indirizzarla per far sì che il colpo sia vincente».

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Può sembrare quasi un gioco, ma in realtà è molto di più. Si tratta di una rivoluzione sportiva a sfondo tecnologico, qualcosa che può andare a integrare la preparazione tradizionale dei tennisti. La creazione di Gioele Salvadori, sviluppata dall’azienda Marte5 di Cecina, è disponibile all’interno della palestra Moving Health Lab di Fornacette, ma è facilmente trasportabile. La strumentazione, infatti, consiste in un pc, un visore, un joystick e due telecamere a infrarossi.

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Nei primi giorni di attività, l’allenamento virtuale ha già stregato Federica Di Lupo, tennista della Tennis Academy del Circolo Tennis Pontedera, e Noemi Basiletti, campionessa italiana 2018 della categoria Under 12, allenata da Roberto Catalucci.

Oggi Gioele sorride e festeggia, ma non dimentica i momenti più duri: «Ho investito circa 20mila euro nel mio progetto, mettendo da parte i soldi poco alla volta, come una formichina. Sono stato un anno e mezzo in Erasmus ad Amsterdam e lì ho preso parte a molti convegni e incontri sul tema delle capacità mentali degli sportivi e sui metodi di allenamento delle loro sfumature psicologiche. A volte ho avuto paura di non farcela, ma poi ho sempre trovato la forza e gli stimoli per credere nella mia idea e portarla avanti, fino a quando non è diventata realtà».

Prendere la scelta giusta. In pochi secondi e con un bel po’di fatica nelle gambe. «Si può, non è impossibile – conclude Gioele Salvadori – basta allenarsi a farlo». –

Tommaso Silvi

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