Il Tirreno

Pontedera

il 31 dicembre a perignano 

Zappolini dice messa in latino dopo le polemiche sul presepe

A. Q.

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PERIGNANO. Dopo le polemiche sul presepe allestito in un cassonetto dei rifiuti, don Armando Zappolini torna all’attenzione per avere celebrato la messa in latino nella chiesa di Perignano.

Un appuntamento che è ormai diventato tradizione per i parrocchiani e che il sacerdote porta avanti dal 2007, anno in cui Papa Benedetto XVI liberalizzò la messa in latino con rito anteriore alla riforma liturgica.

«In quella circostanza – racconta don Armando – dissi la mia sulla decisione del Pontefice, spiegando che ritenevo sbagliato il ritorno al passato. Come spesso accade, venni aspramente criticato per quelle mie parole e volli rispondere con una messa in latino, ma con il rito con cui viene celebrata oggi la messa».

Così, lo scorso 31 dicembre alle 18, la chiesa di Perignano si è riempita per assistere a questo rito che, eccetto l’omelia, è stato caratterizzato dalla lingua latina, utilizzata per tutta la durata della messa.

«Penso che il latino sia uno strumento che ci consente di comprendere bene le nostre origini – spiega il parroco di Perignano – e ci offre l’opportunità di dare risposte agli attuali problemi delle persone. È una lingua che conosco bene e apprezzo molto. Tanto che, quando prego, la utilizzo spesso e volentieri».

Una messa suggestiva che ha visto la presenza di parrocchiani anziani, fortemente legati all’uso del latino durante la celebrazione religiosa, ma anche di numerose famiglie desiderose di scoprire un aspetto insolito della liturgia.

«È un modo per scoprire le nostre origini – sottolinea don Armando Zappolini – in un momento particolare nel quale dobbiamo farci guidare sempre più dal Vangelo per diffondere i veri valori cristiani». –

A. Q.



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