Il Tirreno

Pontedera

l’evento 

Favino, novello D’Artagnan protagonista a Peccioli

Favino, novello D’Artagnan protagonista a Peccioli

L’attore dialogherà col giornalista Luca Sofri agli Spazi Anfiteatro Fonte Mazzola L’incontro venerdì sera a pochi giorni dall’uscita del film “Moschettieri del re”

3 MINUTI DI LETTURA





PECCIOLI. Negli Spazi Anfiteatro Fonte Mazzola venerdì prossimo, 4 gennaio, alle 21 sarà protagonista un grande del teatro e del cinema italiano. A pochissimi giorni dall’uscita nelle sale dell’ultimo film di Giovanni Veronesi “Moschettieri del re” (uscito il 27 dicembre), Pierfrancesco Favino converserà con Luca Sofri.

D’Artagnan (Pierfrancesco Favino), Porthos (Valerio Mastandrea), Athos (Rocco Papaleo), Aramis (Sergio Rubini) sono un allevatore di bestiame con un improbabile accento francese, un castellano lussurioso, un frate indebitato e un locandiere ubriacone, che per amor patrio saranno di nuovo moschettieri. Cinici, disillusi e sempre abilissimi con spade e moschetti, saranno richiamati all’avventura dalla Regina Anna (Margherita Buy) per salvare la Francia dalle trame ordite a corte dal perfido Cardinale Mazzarino (Alessandro Haber), con la sua cospiratrice Milady (Giulia Bevilacqua).

Tanti sono gli adattamenti cinematografici e televisivi tratti dal noto romanzo di Dumas, a partire dal film muto di Mario Caserini, datato 1909, fino a “I tre moschettieri” di Paul W. S. Anderson del 2011. Veronesi ha scelto di far indossare i panni dei servitori del re a quattro ottimi interpreti del cinema nostrano, cucendo loro addosso i rispettivi ruoli, sfruttando le origini geografiche (basti pensare alle battute in pugliese di Rubini o all’intercalare romano di Mastandrea) così come le peculiarità (ad esempio l’atteggiamento da menestrello di Athos-Papaleo).

«Mi è sempre piaciuta l’idea di raccontare i Moschettieri di Dumas come una sorta di supereoi del passato», ha dichiarato il regista. IL film “Moschettieri del re” mostra i protagonisti acciaccati, in una condizione di ripiego rispetto alla vita gloriosa in cui li si immaginerebbe.

«Il film è ispirato al secondo romanzo di Dumas sui moschettieri intitolato “Venti anni dopo” - ha spiegato ancora Veronesi - ma non ha l’ambizione di esserne una trasposizione fedele. La vera protagonista del film è la fantasia, come si scoprirà alla fine con un colpo di scena».

Siamo all’incirca nel 1650. Tocca a D’Artagnan (un fantastico Favino, che ha studiato una parlata ad hoc, con un francese tutto suo – influenzato da spagnolo e italiano – e sgrammaticato) riunire i reduci su incarico di Anna d’Austria (la brava Buy) per arrestare la strage degli Ugonotti. Si può dire che l’interrogativo che più sprona ogni moschettiere a lasciare il torpore in cui è caduto è: «Ti piace la vita che fai?».

Ognuno dei quattro porta una propria comicità (genuina) che ben si sposa e amalgama con l’altro, giocando con linguaggio, equivoci e situazioni buffe. Dietro a un tono leggero, però, non mancano dei sottotesti connessi alla religione e al concetto di patria, così come il messaggio importante dell’amicizia.

Dunque, gli Spazi Anfiteatro Fonte Mazzola si confermano luogo di dibattito e confronto sul contemporaneo, prima con l’iniziativa “Potrebbe andare Peccioli” e adesso con “Conversazioni a Fonte Mazzola”, ciclo di incontri inaugurato lunedì 19 novembre con Gabriele Lavia, che ha presentato il suo libro “Se vuoi essere contemporaneo leggi i classici”, e moderato da Romano De Marco.

Per informazioni sull’evento del 4 gennaio, contattare la Fondazione Peccioliper telefonando allo 0587 672158, oppure consultare il sito www.fondarte.peccioli.net —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa