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Il vescovo di S. Miniato rifiuta il regalo leghista e appoggia il sacerdote

A. Q. Altro servizio a pag. 11
Il vescovo di S. Miniato rifiuta il regalo leghista e appoggia il sacerdote

La deputata Legnaioli chiede un incontro sul caso Perignano Ma il tentativo di chiarimento con Migliavacca naufraga

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PERIGNANO. La parlamentare leghista, Donatella Legnaioli, chiede spiegazioni per il presepe nel cassonetto di don Armando Zappolini direttamente ad Andrea Migliavacca, vescovo di San Miniato, diocesi di cui fa parte la parrocchia di Perignano. Ma l’incontro privato non va bene, tanto che l’esponente della Lega se ne va portandosi via il regalo che aveva per il monsignore, il quale lo ha rifiutato per i toni accesi e per il richiamo a temi politici, non oggetto dell’incontro.

Insomma, un disastro che spinge oltre la polemica legata alla scelta del sacerdote della frazione di Casciana Terme Lari di sistemare la Natività in mezzo ai rifiuti per protestare contro gli sgomberi di campi rom e la chiusura dei porti per impedire lo sbarco alle imbarcazioni che trasportano migranti.

Praticamente in contemporanea al tweet del ministro dell’interno, Matteo Salvini, in cui il sacerdote veniva duramente criticato, la deputata del Carroccio si è incontrata privatamente con il vescovo. «Devo confessare che mai mi sarei aspettata di incontrare il vescovo in sede privata e dovermi trovare a parlare di politica – spiega Legnaioli, dopo aver reso pubblico l’incontro su Facebook – Dispiace che la triste vicenda di don Zappolini abbia creato molto malessere tra i fedeli. Auspico di poter incontrare ancora monsignor Migliavacca, la mia fede mi insegna che il dialogo è la forma di perdono più forte».

Secondo la leghista, sono stati tanti i parrocchiani che l’hanno contattata per chiedere «di manifestare al vescovo la loro contrarietà al gesto di don Zappolini che aveva gettato il Bambin Gesù nella spazzatura. Per questo, accompagnata da un presente, ho pensato di cogliere l’occasione per discuterne pacatamente col vescovo di San Miniato, tanto più alle porte del Santo Natale. Perché poi questo incontro si sia trasformato in una arringa politica, io non lo so, anche se sono davvero dispiaciuta nel cuore. Da cristiana, volevo solo parlare con un uomo di Chiesa, ma alla fine ho dovuto andarmene, riportando con me anche il presente, rifiutato».

Migliavacca non ha gradito il post di Legnaioli su Facebook e ha voluto fare alcune precisazioni. «Nell’incontro reso pubblico dalla parlamentare – dice il vescovo – quest’ultima manifestava la propria protesta per il presepe realizzato a Perignano. Desidero osservare che molti sono i presepi realizzati nella diocesi di San Miniato e che per ciascuno di essi le realtà che lo hanno proposto possono approfondirne i contenuti. In generale è corretto che il presepe consegni anche il messaggio evangelico che Gesù è nato in una mangiatoia, tra gli scarti e che anche oggi, proprio tra gli scarti forse, talvolta, viene collocato».

Pieno appoggio, quindi, di Migliavacca al presepe di don Zappolini. Ma sull’incontro, il vescovo continua: «Purtroppo nell’incontro, Legnaioli non ha reso possibile con il suo atteggiamento fatto di toni accesi e incalzanti, un dialogo pacato e un approfondimento delle questioni e si è posta in un modo che non ha reso possibile l’ascolto reciproco. Ad un certo punto, con richiamo a temi politici che non erano oggetto dell’incontro richiesto, la deputata ha deciso spontaneamente di lasciare il mio studio, interrompendo lei l’incontro. A ragione di questo comportamento, ho ritenuto di non poter tenere per me il gradito dono che l’onorevole mi aveva portato, del quale comunque ringrazio».

«Sapevo dell’appoggio del vescovo Migliavacca alla mia scelta di allestire il presepe nel cassonetto – ha commentato don Zappolini – Del resto, il tema della difesa di chi è ai margini della società e di chi viene trattato come un rifiuto è al centro dell’attività della Chiesa». –

A. Q.

Altro servizio a pag. 11

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