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santa maria a monte 

Da Vanni nuova richiesta di intitolare una strada a Vincenti, aviatore eroe

Nilo Di Modica

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SANTA MARIA A MONTE. «Doveva rispondermi il sindaco. Ha fatto prima il prefetto». Finisce al Palazzo del governo a Pisa e rimbalza nuovamente al Comune la richiesta, più volte presentata dall’esponente repubblicano ed ex candidato sindaco Alberto Fausto Vanni di intitolare una via o una piazza a Franco Vincenti, giovane aviatore morto nel 1940 ed originario di Santa Maria a Monte.

La proposta, avanzata da Vanni varie volte anche nelle legislature passate, era finita sul tavolo della sindaca Ilaria Parrella alcuni mesi fa.

«Da allora, nessuna risposta – scrive indignato Vanni – Più volte ho sollecitato l’amministrazione comunale a dedicare uno spazio, possibilmente in zona Fondo Costa, dove la famiglia Vincenti abitava. Dopo vari tentativi da parte mia a fine settembre ho inviato una richiesta a Pisa – continua Vanni – La risposta della Prefettura indica il percorso da seguire. Pertanto rinnovo all’amministrazione comunale, agli esponenti di maggioranza e di minoranza perché si adoperino per vagliare questa proposta e di mettere, appena accettata la pratica, portarla all’approvazione del consiglio comunale».

Nella risposta del prefetto, un semplice rimando alle procedure da seguire in questi casi in cui, su intitolazioni di vie e strade, la si dovrebbe “risolvere in casa”, nell’ambito dell’amministrazione comunale.

«In ogni caso hanno voluto rimandare il tutto alla sindaca – ribadisce Vanni. – Un segno, a nostro modo di vedere, di segnalare la necessità di dare quantomeno una risposta alle legittime istanze di un cittadino».

Vincenti era nato a Santa Maria a Monte il 6 marzo del 1916. Iscritto all’Accademia Aeronautica di Caserta, divenne pilota e collaudatore di aerei. Il 18 giugno 1940 l’aereo che stava collaudando, sui cieli di Foggia ebbe un’improvvisa avaria al motore. Resosi conto che, abbandonato a se stesso, l’aereo sarebbe precipitato in pieno centro cittadino, Vincenti, nonostante gli ordini, rifiutò di lanciarsi col paracadute e portò l’aereo a schiantarsi fuori città, salvando con il suo sacrificio decine di vite umane. Per questo atto il Ministero della Difesa gli conferì la Medaglia d’argento al valor civile, consegnata al padre Duilio. –

Nilo Di Modica

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