Il Tirreno

Pontedera

Accusato di truffe online: «Hanno rubato la mia identità, mi stanno distruggendo la vita»

Tommaso Silvi
Gabriele Zingoni ha denunciato d’aver subìto un furto d’identità
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Gabriele Zingoni ha denunciato d’aver subìto un furto d’identità

Gabriele Zingoni, 31 anni, di Pontedera, è piombato in un incubo: i suoi documenti sono stati utilizzati per compiere truffe in mezza Italia ai danni di molte persone

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PONTEDERA. «Arrivano denunce nei miei confronti da ogni parte d’Italia. Da Carpi a Matera. Da quasi due anni sto vivendo un incubo, e la mia paura più grande è che questa storia vada avanti per molto tempo, danneggiandomi economicamente. E tutto per un furto d’identità». . La vita rovinata dalla clonazione dei documenti. È la storia di Gabriele Zingoni, 31 anni, di Pontedera. Un dramma iniziato all’alba del 10 novembre 2016. «La mia ragazza si era appena alzata per andare a lavoro, quando bussarono alla porta. Era la polizia, che entrò in casa per una perquisizione», racconta Zingoni.

Gabriele non capisce il motivo della visita delle forze dell’ordine, che dopo aver controllato la sua abitazione, nel quartiere della Bellaria, e quella del padre, lo portano in commissariato. Gli mettono sotto il naso un foglio bianco e gli ordinano di scrivere più volte la sua firma. Bastano pochi secondi, e un’analisi della calligrafia, per chiarire la situazione. Qualcuno ha clonato la patente e la tessera sanitaria di Gabriele e ha messo in vendita alcune piscine componibili, di quelle di grandi dimensioni, su internet, al costo di 6-700 euro. Chi acquistava il prodotto veniva truffato. «Moltissime persone hanno ordinato e pagato il materiale, che però non è mai stato consegnato. Il nome del venditore era il mio, e quindi le denunce sono tutte a mio carico».

Dalle indagini delle forze dell’ordine è emerso che a Scanzano Jonico, comune di 7mila abitanti in provincia di Matera, in Basilicata, è stata fatta una Postepay a nome di Gabriele Zingoni, con tanto di documenti consegnati all’ufficio postale per il completamento della pratica. Su questa carta venivano effettuati i pagamenti da parte dei truffati. Non solo, Zingoni, che ha subito sporto denuncia contro ignoti per furto d'identità, risulta anche titolare di una sim telefonica: il numero corrispondente è quello che gli interessati dovevano chiamare per avere a casa la piscina. Parlando con le forze dell’ordine, Gabriele è riuscito a capire come è avvenuta la clonazione dei suoi documenti. «Ho risposto a due annunci di lavoro su altrettanti siti di commercio online. L’azienda incaricata richiedeva l’invio dei documenti per partecipare alla selezione. Con ogni probabilità è in questo passaggio – racconta Zingoni - che qualcuno si è impossessato della mia identità».

Il prossimo 12 luglio Gabriele Zingoni sarà ascoltato in tribunale, a Pescara, in un processo legato proprio all’episodio della compravendita online delle piscine, in cui è stato rinviato a giudizio. «Dovrò pagare quattrocento euro di spese processuali, più il viaggio. Guadagno 1.100 euro al mese e ho una figlia piccola. L'idea di dover spendere soldi per una cosa in cui sono parte offesa mi sconforta – spiega ancora Gabriele, difeso dall’avvocato Andrea Doveri – mi auguro che questo calvario finisca presto». —

 

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di Redazione web