Il Tirreno

Pontedera

Negozio di abbigliamento chiude dopo un secolo di vita

di Marco Sabia
Negozio di abbigliamento chiude dopo un secolo di vita

Opelia aprì nel 1917 e chiuderà il 31 dicembre. Il titolare Giovanni Di Sacco: «Ho 70 anni, dopo tanti sacrifici è giunto il momento di godermi la pensione»

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CASCINA. Nel 1917 l’Italia era nel bel mezzo del primo conflitto mondiale; al governo c’era Vittorio Emanuele Orlando, in un paese ancora sotto la monarchia dei Savoia. Il campionato di calcio era sospeso – proprio a causa della guerra – e si giocavano soltanto alcune competizioni regionali e locali. . Un mondo totalmente diverso, dove non c’era la tv (ma al massimo la radio) e dove la guerra spazzò via una generazione di ragazzi, tra cui la celebre e sfortunata generazione del’99, fatta di neo diciottenni spediti al fronte a trovare la morte saltando su una mina o falciati da una mitragliatrice austriaca.

Ma perché questo preambolo stile Carlo Lucarelli? Perché nel 1917, a Cascina, viene aperto un piccolo negozio, che porta il nome della donna che lo ha inaugurato, la signora Opelia. Un nome, il suo, che viene dal greco e che significa aiuto. Opelia apre il suo negozio, che all’inizio vende bottoni, pezzi di tessuto, fili: negozio che – dopo 101 anni e tre generazioni – il 31 di questo mese chiuderà, dopo 101 anni di storia.

L’attuale titolare Giovanni Di Sacco (nipote di Opelia) ha deciso a 70 anni e dopo 53 fra le quattro mura di questo negozio di abbigliamento, che è giunta l’ora di riposarsi.

Da quel negozio – uno dei più longevi della città e della zona – è passata volente o nolente tutta la storia di una comunità, che nel 1917 aveva delle caratteristiche e oggi – dopo oltre un secolo – ne ha altre. In comune, però, c’è quel negozio di abbigliamento affacciato sulla Tosco Romagnola, che negli anni è man mano cresciuto.

C’è e ci sarà fino alla fine dell’anno, quando Giovanni Di Sacco tirerà giù la saracinesca per l’ultima e si godrà i frutti della meritata pensione: «Sono entrato in questo negozio quando avevo 17 anni, oggi ne ho 70, ho trascorso 53 anni della mia vita qua dentro. A questa età si fanno due conti, si valutano pro e contro e poi si decide. E se non c’è prospettiva di proseguire la chiusura diventa un’opzione a cui dar credito». Tutto questo nonostante i cascinesi gli chiedano di ripensarci: «Da quando la gente ha visto che il negozio svuota tutto mi chiede perché e quando glielo spiego mi chiede di ripensarci. Ma la decisione è presa: il 31 dicembre sarà l’ultimo giorno, poi mi riposerò. Anche perché alla mia età inizia a pesarmi: ci sono mille cose da fare, mille pensieri. Noi volevamo arrivare a 100, siamo a 101: si può dire che è una bella soddisfazione».

La quarta “generazione Opelia” non ci sarà, perché la figlia del signor Di Sacco ha preso legittimamente altre strade.

Si conclude così una piccola e significativa “storia di paese”, che come tutte le storie di questo tipo racchiude le emozioni più vere di una comunità. Che nasce, cresce, si evolve e si modifica nel tempo. Che attraversa eventi più o meno grandi, momenti belli e brutti (dalle due guerre al boom economico, fino al giorno d’oggi). Nel 2019 di Cascina ci sarà un negozio in meno, ma un uomo che finalmente si gode la pensione. A 70 anni non c’è niente di male ad appendere le grucce al chiodo.

Chissà se nonna Opelia avrebbe mai immaginato che quel piccolo negozio – dove vendeva bottoni e tessuti – avrebbe attraversato un secolo di storia di questa comunità.

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