Il Tirreno

Pontedera

la presidente lupetti 

«Sempre più innovativi nei servizi alla persona»

F.L.

«Quello di oggi non vuole essere solo un momento di festa, ma soprattutto stimolare una riflessione sulle prospettive del comparto»

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. «Quella al Museo Piaggio non sarà una celebrazione, semmai un momento di riflessione per chiederci: quale futuro ci attende? Come possiamo essere sempre più innovativi nei servizi accanto alle persone fragili?», dice Stefania Lupetti, presidente della cooperativa Spes.

Lupetti, come è cominciata questa esperienza?

«Nel 1998 ero impegnata nel volontariato rivolto a persone malate di Aids. Un amico mi segnalò un bando della Regione Toscana rivolto a progetti innovativi nell’ambito dell’imprenditoria femminile. Arrivammo tra i primi tre progetti finanziati».

Come nacque l’idea della Cooperativa sociale?

«Quella forma sembrava rispondere meglio alle attività che volevamo intraprendere e permetteva allo stesso tempo un costante confronto nelle decisioni. Indicemmo una sorta di concorso di idee tra gli amici per trovare il nome e il logo che esprimesse la relazione d’aiuto. E nacque Spes».

La Cooperativa è cresciuta molto in questi vent’anni...

«All'inizio eravamo in tre a lavorare: oggi siamo 40 ed è stata data la possibilità di lavorare nel medio-breve periodo anche ad un’ottantina di persone. L’incontro con il Consorzio ligure Tassano ci ha dato la possibilità di crescere dal punto di vista dei valori, approfondendo il Progetto di Economia di Comunione, oltre che nell’ottica imprenditoriale».

Qual è stato il primo passo decisivo per la vostra evoluzione?

«La Rsa Villa Sorriso è stato il primo importante banco di prova. Abbiamo dato alla residenza un’immagine vicina a quella di una casa, per far sentire gli anziani persone prima che utenti. Abbiamo improntato il nostro lavoro alla valorizzazione delle competenze tecniche di ciascuno, stabilendo con partner e fornitori un rapporto di fiducia, nell’idea di una cura di qualità».

Quali sono state le altre vostre sfide?

«Avviare la cooperativa alla gestione dei servizi educativi. Sono nati progetti innovativi da un punto di vista pedagogico nel lavoro coi bambini».

Uno dei vostri punti di forza è quello di lavorare a fianco di altre realtà.

«Abbiamo dato impulso alla nascita di altre cooperative (Il Diamante, Stefano Corte, Alma Pace), sviluppando sinergie con associazioni diverse tra loro per svolgere servizi di prossimità (pronto badante, punto famiglia). Il desiderio di percorrere insieme nuove strade ci ha permesso di sostenere nuove alleanze, come quella tra il mondo dei Carismi religiosi e dei laici. Siamo tra i soci fondatori del Consorzio Charis, al servizio degli enti religiosi che si trovano in difficoltà a gestire opere nate dal Carisma. Abbiamo aderito al consorzio Co&So e Cgm per scambiare esperienze, accrescere le competenze manageriali e non restare ancoratI ad una concezione della cooperativa non più attuale». —

F.L.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web