Toscana
La Del Colle festeggia vent’anni e dona un futuro a due profughi
L’azienda di Bientina, attiva nel settore dei legumi e dei cereali, è stata inserita in un progetto internazionale dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati
BIENTINA. Milioni di chili di materia prima, più di 4mila metri quadrati di stabile e 20 anni di attività. Sono numeri che parlano da soli, quelli della Del Colle di Bientina, azienda leader nel settore delle leguminose e delle cerealicole che, proprio nel novembre 1998, ha iniziato a muovere i primi passi. Una storia che viene da lontano, ma che è rimasta ancorata al territorio. Oggi, dopo i primi anni a Guamo, la Del Colle si trova nel cuore del verde della Toscana, per alimentare il progetto di filiera corta che riduce al minimo la distanza tra produttore e consumatore.
Cosa produce
«Il nostro ruolo – spiega Antonio Pisano, direttore della Del Colle – è quello di selezionare e vagliare leguminose e cerealicole». E tra fagioli e farro, la quantità di prodotto che annualmente transita in azienda e che è poi stoccata è impressionante: si va dai circa 300mila chili per il farro ai milioni di chili per quanto riguarda i fagioli. Senza contare i prodotti più di nicchia, come la quinoa, oppure di consumo più occasionale, come le lenticchie. «La provenienza dei prodotti è sia locale, sia internazionale, per esempio dall’America – continua – anche se, negli ultimi tempi, è sempre più richiesto il made in Italy, e in particolare quello toscano».
Crescita costante
Di questi tempi trovare un’azienda che dopo 20 anni continua ad investire è come cercare un ago in un pagliaio. Eppure, alla Del Colle, questa è la regola. La mission dell’impresa bientinese è quella di avere un impatto immediato quanto positivo sul territorio, al fine di creare un circuito economico sano e vitale. Un capitalismo locale, più che globale. «Il nostro programma di riqualificazione del territorio e dei prodotti locali – commenta Pisano – è stato approvato anche dal Consorzio agrario della Provincia di Pisa e dall’Università di Pisa». Ma come insegna proprio l’agricoltura, una pianta, senza solide radici, non potrà mai dare frutti.
Coraggio d’impresa
Alle radici c’è una stanzina, aperta nel giugno 1998, per volontà di una donna alla quale non è mai mancato il coraggio: Patrizia Ferradini. «Siamo partiti da Guamo, vicino a Lucca – spiega l’attuale presidente della Del Colle – e da lì, poi, ci siamo spostati qui a Bientina, per collocare l’azienda nel cuore dell’agricoltura». La stanzina, piano piano, è diventata uno stabilimento di 4200 metri quadrati, dove oggi lavorano 17 dipendenti. Che, per Patrizia, sono la preoccupazione più grande. «A fine mese ho un solo assillo – dice – ovvero quello di pagare lo stipendio a tutti loro, che hanno mutui e bambini da crescere». Per ora, però, Patrizia ci sta riuscendo molto bene con numeri che, per il mercato di riferimento della Del Colle, sono indice di un’impresa sana e di successo. «È banale dirlo, – continua – ma senza gli operai non si va da nessuna parte».
Lavoro e inclusione
Tra i dipendenti della Del Colle ci sono anche due ragazzi stranieri, uno del Mali ed uno del Togo. Due Paesi africani sconvolti, negli ultimi decenni, da guerre intestine ed instabilità tanto politica, quanto economica. Oggi lavorano per Patrizia, che ha dato loro la possibilità di vivere con serenità. «Per questo – spiega – sono stata inserita anche in un progetto internazionale dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, che valuta l’inserimento lavorativo dei migranti». Niente politica, soltanto lavoro. Come si fa da 20 anni alla Del Colle. —
Pietro Mattonai
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