Gioco
In duemila in piazza per continuare a vivere con l’economia del vapore
Bilancio positivo: Valdicecina e Amiata unite per chiedere al governo il ripristino degli incentivi alla geotermia
LARDERELLO. «Un successone». Loriano Fidanzi e Domenico Cannistraro fanno subito un bilancio di una manifestazione che li ha visti in prima linea per l’organizzazione. Il primo è consigliere comunale a Pomarance con delega alle attività produttive. Il secondo è uno dei coordinatori del movimento GeotermiaSì, da cui è nata l’idea di seguire la scia della mobilitazione di Torino in favore della Tv. I due sono amici da sempre e sono insieme anche in questa battaglia. Hanno appena parlato tra loro, consultandosi anche con le forze dell’ordine presenti. «Siamo duemila», affermano facendo i conti a occhio dal terrazzo, in cui è posizionato il microfono per gli interventi, rispetto alla capienza dello spazio in via Fucini a Larderello, scelto per la manifestazione.
Un numero alto, quasi inaspettato, malgrado le indicazioni ottimistiche della vigilia. Tanta gente presente per affermare la volontà di andare avanti nel progetto di far cambiare idea al governo e chiedere il ripristino degli incentivi per la geotermia. E che ora ha una forza in più: l’unità dei territori toscani che vivono, in gran parte, di geotermia. «In effetti abbiamo gli stessi problemi e perseguiamo le stesse finalità – dice Stefano Martini, imprenditore di Santa Fiora, in rappresentanza delle aziende dell’Amiata in provincia di Grosseto – Ed è giusto unire le forze per ottenere un cambiamento da ciò che sembra aver deciso il governo». In mezzo ai duemila di Larderello ci sono tanti sindaci amiatini, tra cui Federico Balocchi, sindaco proprio di Santa Fiora: «Ci sono state differenze tra noi e i sindaci della Valdicecina sulla legge regionale per la geotermia, perché l’Amiata ha chiesto più tutela ambientale per le nuove centrali. Ma questa è un’altra faccenda. Qui si rischia che il fluido geotermico diventi inutilizzabile, per l’assenza d’incentivi che consentano gli investimenti. Da noi la geotermia non è tutto, ma è molto importante».
«La battaglia inizia da qui – sottolinea il sindaco di Castelnuovo Valdicecina, Alberto Ferrini – perché la grande partecipazione a questa manifestazione, con la presenza significativa dei rappresentanti dell’Amiata, dimostra che abbiamo la forza per lottare. Saranno mesi impegnativi, ma dobbiamo controbattere al fake news che sono circolate sull’attività geotermica da parte dei comitati ambientalisti e che hanno finito per influenzare il governo sul taglio agli incentivi per la produzione geotermica che è sempre stata considerata da fonte rinnovabile».
La mobilitazione è di popolo. Ma ci sono istituzioni, politici, associazioni di categoria e sindacati. Bandiere della Cisl, ma anche della Cgil. «Qui è in ballo il futuro di un popolo – spiega Antonio Ledda, segretario della Camera del Lavoro di Pisa – Abbiamo di fronte due partite. Una per la legge regionale sulla geotermia. L’altra a livello nazionale. Credo che l’asticella della protesta si potrebbe alzare con una manifestazione a Firenze, tanto per cominciare». Il suo “compagno” di sindacato, Mirko Lami della Cgil Toscana, lancia un’idea: «Penso che una soluzione potrebbe essere quella di utilizzare il calore geotermico per alimentare l’acciaieria di Piombino. Abbiamo una grossa opportunità e ne parleremo con la Regione».
E a proposito di Regione, in via Fucini a Larderello c’erano vari esponenti. Dal presidente del consiglio regionale, Eugenio Giani («Dobbiamo ribellarci a chi vuol cancellare una storia gloriosa come quella della geotermia in Toscana e dice sempre no a tutto»), ai consiglieri regionali del Pd, Antonio Mazzeo («Ci impegneremo per dare alla Valdicecina le prospettive di sviluppo che merita e perché queste vadano di pari passo con la sostenibilità ambientale»), Andrea Pieroni e Alessandra Nardini («Il ministero dello sviluppo economico deve confrontarsi con questa terra e dare risposte, tornando sui propri passi».) Presente anche la segretaria regionale del Pd, Simona Bonafè, quello provinciale Massimiliano Sonetti e il vescovo di Volterra, Alberto Silvani, che ha detto: «Questa terra è martoriata. Ed è mio dovere stare al fianco delle persone che affrontano questo grosso problema economico e sociale». —
A.Q.
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