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Candidato sindaco, il 3 febbraio le primarie del centrosinistra

Pietro Mattonai
Candidato sindaco, il 3 febbraio le primarie del centrosinistra

Al momento l’unico nome certo è quello dell’assessore Matteo Franconi (Pd) Le altre liste (Pontedera in Comune e Progetto) possono farsi avanti entro il 31

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PONTEDERA. Per la coalizione di centrosinistra la data da cerchiare sul calendario è quella del 3 febbraio 2019. Quella domenica ci terranno le primarie allargate a tutte le forze del centrosinistra e che per ora possono contare soltanto sul candidato espresso dal Partito democratico, Matteo Franconi. Un test importante per saggiare il territorio e, soprattutto, il consenso dopo che, alle elezioni del marzo scorso, il fronte del centrodestra a trazione leghista ha superato quello guidato dai dem.

Punto d’incontro

Alla base della triplice convergenza che ha riunito sotto la stessa ala Partito democratico, Pontedera in Comune – la nuova lista nata dall’unione tra più realtà civiche – e Progetto Pontedera – che raccoglie l’eredità politica di Liberi e Uguali – c’è il manifesto valoriale sottoscritto dai responsabili delle tre forze. «Ci siamo compattati sulla tradizione sociale e riformista del centrosinistra, – spiega Floriano Della Bella, segretario comunale del Partito democratico – collaborando con le civiche, ma anche con i socialisti». Una coalizione composita, che ricomprende anche Alessandro Puccinelli, consigliere comunale ora all’opposizione con la sua Lista civica indipendente, ma che dopo un dialogo intenso ha deciso di schierarsi. «C’è molta disponibilità al confronto all’interno di questa alleanza – commenta Puccinelli – ed è per questo che abbiamo deciso di partecipare, perché vogliamo incidere e collaborare in modo costruttivo».

I temi

Al cuore dell’intesa ci sono temi come la democrazia, il lavoro, l’inclusione, la solidarietà, la trasparenza e la partecipazione. «Pontedera, nonostante la crisi patita nell’ultimo decennio, è rimasta una città viva – continua Della Bella – nonostante ci sia chi vuole darne una visione distorta e sicuramente allarmista». Naturalmente, nel dibattito, c’è anche la questione immigrazione. «Noi dobbiamo agire con gli strumenti che ci dà lo Stato – specifica il segretario dem – e non con gli slogan, lo spray al peperoncino o la sicurezza fai da te». Occorre, in questo senso, valorizzare la politica culturale. «Serve più cultura per realizzare una giusta integrazione, – concorda Stefano Gini di Progetto Pontedera – oltre a interventi di tipo sociale e sportivo, perché non ci devono essere discriminazioni nell’affrontare i problemi del territorio».

Chi alle primarie?

Come detto, oltre a quello di Franconi, candidato unico del Pd e scelto all’unanimità dal partito di governo cittadino – cosa rara nel centrosinistra -, ancora non ci sono nomi. Se Gini di Progetto Pontedera non si sbilancia, poco di più fa Puccinelli. «La nostra lista, Pontedera in Comune, è il frutto di un percorso molto lungo e non semplice – spiega – e il nostro candidato sarà deciso nei giusti tempi, senza fretta». Per tutti, in ogni caso, il limite invalicabile è quello del 31 dicembre: entro fine anno, dunque, le primarie dovrebbero avere tutti i concorrenti alla corda, in attesa della mossa.

Lepanto rossa ?

«Quella di Pontedera sarà una partita cruciale per tutta la Toscana». Lo dice Gini, e forse è proprio così. Alle soglie dell’estate, in Regione, si voterà in quasi 190 Comuni, tanti dei quali fanno parte della lunga tradizione rossa che, in Toscana, va avanti dal secondo dopoguerra. A Pontedera, quasi 30mila abitanti, il voto varrà molto: sarà un’altra tacca sulla spada del Guerriero di Legnano – simbolo storico della Lega fu “Nord” – oppure una Lepanto rossa, che eviterà il dilagare del Carroccio in provincia di Pisa? A maggio la sentenza. —

Pietro Mattonai

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