Gioco
«C’è bisogno di unità per il nostro futuro Tutti in piazza alle 10»
Luca Lucietto (Flaei Cisl) nel giorno della mobilitazione «GeotermiaSì ha fatto un gran lavoro, ci sarà tanta gente»
LARDERELLO. «I lavoratori sono preoccupati. Non è solo una questione di stipendio. Ma di vita. Temono per le loro famiglie, hanno paura che i loro figli siano davvero costretti a lasciare il posto dove sono nati». Luca Lucietto è un sindacalista della segreteria regionale di Flaei Cisl, oltre a essere un dipendente Enel con sede a Larderello. Abita a Follonica e ogni giorno macina decine di chilometri per l’attività sindacale tra Pisa e Firenze. Il suo filo diretto col settore geotermico gli consente di avere un punto di vista diretto sulla vicenda legata alla sospensione degli incentivi per la geotermia. Un cambiamento epocale all’orizzonte che Valdicecina e Amiata cercheranno di scacciare. Cominciando con la manifestazione di stamani a Larderello (ore 10 in via Fucini), dove gli organizzatori aspettano migliaia di persone. «Il tam tam del movimento GeotermiaSì ha avuto effetti davvero positivi – spiega il sindacalista – Dai nostri riscontri ci dovrebbe essere davvero tanta gente alla manifestazione. Ma rinnoviamo l’appello: tutti in piazza».
A cosa dovrebbe servire questa mobilitazione?
«Prima di tutto a contare quanti siamo. E, a giudicare dalle risposte avute dalla società civile, ma anche dalla galassia di associazioni, direi che siamo davvero tanti a volere che la geotermia continui a essere un volano di sviluppo, attraverso il sostegno degli incentivi che consentono a questo settore di creare reddito per le famiglie e sviluppo industriale. Questo comparto produce economia con attenzione all’ambiente, valorizzando una risorsa tutta italiana. Anzi, toscana. Dobbiamo lavorare tutti insieme affinché il decreto del ministero dello sviluppo economico cambi».
E poi?
«La manifestazione di Larderello servirà anche a dimostrare al governo che i territori con cui hanno parlato, per decidere di estromettere la geotermia dagli incentivi, rappresentano una piccola parte della popolazione. E che il grosso dei territori vuole cose opposte».
Cos’è stato fatto a livello sindacale per far cambiare idea al governo?
«Per ora ci siamo mossi sul fronte regionale, così come stabilito in vista di questa prima fase che culminerà con l’appuntamento di Larderello. Poi serviranno azioni che coinvolgeranno i nostri rappresentanti nazionali. Questa è una faccenda che va decisa a Roma. Sarà necessario farci sentire direttamente anche dagli esponenti dei ministeri coinvolti».
Come si muove Enel?
«Sembra stia alla finestra. E c’è da capirlo. Politicamente la questione è delicata, perché i governi cambiano spesso in Italia. E poi, comunque, è un’azienda ed è giusto che mantenga un profilo esterno alla contesa tra chi vuole il ripristino degli incentivi e chi, invece, non ritiene la geotermia un’energia rinnovabile. L’unico segnale arrivato da Enel è stato dell’amministratore delegato e direttore generale, Francesco Starace, che ha confermato di puntare sulla geotermia durante la presentazione del piano triennale degli investimenti. Resta da capire dove investiranno, se in Toscana o all’estero».
Una partita fondamentale anche per aziende dell’indotto e lavoratori. Come vive il comparto questa vicenda?
«I dipendenti di Enel e quelli delle ditte che operano per la società energetica seguono con molta attenzione gli sviluppi. Ne va del loro futuro, in special modo per chi lavora nelle ditte che sopravvivono quasi esclusivamente con le commesse per la manutenzione o la costruzione di impianti. Nei territori dov’è presente la geotermia si vive di geotermia. E tagliare gli incentivi a quella convenzionale, l’unica che produce economia, vorrebbe dire staccare la spina a intere aree della Toscana». —
Andreas Quirici
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