Il Tirreno

Pontedera

l’incidente ai navicelli 

Imprenditori nautici a processo per lesioni

P.B.
Imprenditori nautici a processo per lesioni

Sono quattro gli imputati per la caduta da un ponteggio di un artigiano durante i lavori a uno yacht di 42 metri

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Un’eccezione procedurale blocca il processo con l’effetto di rimandare gli atti in Procura per procedere a una nuova richiesta di rinvio a giudizio.

Lo ha deciso il giudice Luca Salutini (pm onorario Evelina Lalli) accogliendo la richiesta delle difese dei quattro imputati accusati di lesioni colpose gravissime in cooperazione per l’infortunio sul lavoro avvenuto il 21 luglio 2016 nel cantiere navale della Overmarine ai Navicelli nella Darsena pisana.

Il mancato interrogatorio, dopo la chiusura delle indagini, chiesto da uno degli indagati ha stoppato l’udienza dibattimentale in programma ieri mattina. Sarebbe stata un’udienza di smistamento per poi incardinare il processo.

A giudizio erano finiti il titolare della Overmarine, Giuseppe Balducci, 81 anni, storico imprenditore della nautica di Viareggio; Bruno Lotti, 77 anni, titolare della Mec-Carpensalda, di Livorno; Paolo Ceragioli, 42 anni, di Camaiore e Tiziano Bocchi, 60 anni, originario di Castel del Piano (Grosseto). Ora le carte tornano in Procura per una formulazione del rinvio a giudizio.

La storia risale a poco più di due anni fa. Massimiliano Garbocci, 48 anni, di Viareggio, cadde da un ponteggio all’interno della Overmarine e nell’impatto con il suolo si procurò lesioni tali da finire in rianimazione a Cisanello. Poco alla volta l’artigiano è riuscito a recuperare una sua autonomia e in occasione del varo dello yacht ha ricevuto i ringraziamenti e gli incoraggiamenti dai vertici della Navicelli Spa, la società che gestisce l’area industriale.

Garbocci era caduto da un paio di metri mentre lavorava su un'impalcatura per il sollevamento e il trasferimento di uno yacht all'interno del cantiere Overmarine di Pisa, lungo il canale dei Navicelli. Un 42 metri per il quale sono state impiegate almeno cento maestranze dirette più l’indotto.

Gravissimo il trauma cranico per il 48enne provocato dall'impatto avvenuto nell'area della prua dello scafo allora in costruzione, un'opera subappaltata da Overmarine alla società livornese Mec Carpensalda.

L’inchiesta venne affidata ai tecnici dell'Asl che nell’informativa finale hanno indicato presunte responsabilità nella gestione della parte riferita alle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. —

P.B.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze