Gioco
Barista tormentato dai ladri tredicesimo assalto al locale
Forzano la porta e rompono il vetro all’Henry Caffè ma sono costretti alla fuga «Telecamere e allarme non bastano a fermarli». Danni per 1.500 euro
PONTEDERA. Se non è un record (decisamente triste), poco ci manca. Sicuramente tredici furti sono tanti, troppi.
Enrico tiene il conto, mentre ha perso quello dei danni: chissà quante migliaia di euro ha sborsato in diciotto anni per riparare porte spaccate e vetri sfondati, ma anche per installare l’allarme e l’impianto di sorveglianza; per non parlare delle giornate di lavoro gettate al vento per rimettere tutto a posto, fare la conta di merce e contanti spariti nel nulla, per mano della banda di turno.
Una volta, per la verità, è andata anche peggio. Sono passati quasi cinque anni, ma le immagini di quei due banditi a volto coperto – uno armato di pistola e l’altro di cacciavite – che lo minacciavano sono ancora nitide nella mente del titolare dell’Henry Caffè di via del Popolo a Santa Lucia.
Se ne andarono con duemila euro in contanti e il registratore di cassa. E lui, Enrico Busdraghi, già all’epoca aveva sfogato tutta la sua amarezza per una situazione insostenibile: «Con questa rapina, è la quinta volta in poco tempo che ho a che fare con i malviventi. Sinceramente non è facile lavorare in queste condizioni». Anche perché pochi giorni prima aveva subito un furto da ventimila euro, tra danni e bottino.
Con il passare degli anni la situazione non è cambiata. Anzi. I ladri, di tanto in tanto, continuano a tentare l’assalto alla sua attività, che probabilmente viene considerata una facile preda (nonostante si trovi in mezzo alle case), perché si affaccia proprio sulla strada principale del paese e quindi garantisce una buona via di fuga, a poca distanza dallo svincolo della superstrada Fi-Pi-Li.
L’ennesimo colpo (stavolta fallito) è stato tentato intorno a mezzanotte e mezzo di ieri. I malviventi hanno forzato la porta d’ingresso. Il vetro si è rotto, ma ha retto.
È scattato l’allarme e a quel punto i ladri hanno deciso di desistere e di darsi alla fuga, anche perché il titolare dell’Henry Caffè abita proprio accanto alla sua attività: «Che devo dire? È la tredicesima volta che ci provano in diciotto anni. Ormai ci sono abituato. Alcune volte ci sono riusciti, altre no, come in questa occasione».
Se ne sono andati a mani vuote, lasciando però comunque il segno. A modo loro: «Sì, certo. I danni ci sono anche stavolta. Dovrò far riparare la porta e a occhio e croce mi serviranno almeno 1. 500 euro. Per fortuna però ha resistito ai colpi e non sono riusciti a entrare».
Ma ormai Enrico ci ha fatto l’abitudine e nelle sue parole c’è tutta la rassegnazione di chi ne ha viste e vissute troppe per stupirsi di fronte a un assalto: «Quanti erano? Non lo so neanche... Per fortuna qui da stamani (ieri, ndr), è sempre stato un via-vai di clienti, poi avevamo un po’ di persone a pranzo e non ho neanche avuto il tempo di guardare i filmati delle telecamere. E poi, tanto, a cosa servono? Qui c’è tutto, da anni: videosorveglianza e impianto di allarme. Ma i fatti dimostrano – è l’amara constatazione di Enrico Busdraghi – non bastano a fermare questa gente». –
Francesco Turchi
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