Sicurezza
“Tartufo d’oro” da 543 grammi Vittoria per un empolese
Fabio Pagni si aggiudica il premio per l’esemplare più grosso trovato quest’anno. Riconoscimento anche al 92enne Milo Pasquinucci, il tartufaio più anziano
SAN MINIATO. È dell’empolese Fabio Pagni il tartufo più grosso della stagione dal peso di 543 grammi. A lui, che ha ottenuto il riconoscimento più importante, anche grazie al cane Ulisse, è andato il premio “tartufo d’oro” con cui si è chiusa l’edizione 2018 della Mostra mercato dedicata al tartufo bianco.. Nella classifica dei tuberi più grandi trovati quest’anno, Pagni si è aggiudicato anche il quarto posto con un esemplare da 263 grammi. Al secondo posto, Edoardo Rossi con 356 grammi, al terzo, Fabrizio Farioli di San Romano 330 grammi. Durante la premiazione avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri, è stato consegnato anche il Premio Stagnazza, organizzato dall’associazione tartufai delle colline sanminiatesi e assegnato al più anziano tartufaio. Quest’anno ha vinto il 92enne Milo Pasquinucci di Balconevisi, frazione di San Miniato. Il premio Tartufissimo, organizzato dalla Pro Loco, per il tartufo più grosso esposto negli stand della mostra mercato, se l’è aggiudicato la Savitar, avendo messo in mostra un tubero da 409 grammi.
L’ultima giornata della manifestazione sanminiatese è stata bagnata dalla pioggia. Ma è stata anche l’ultima volta in cui il sindaco Vittorio Gabbanini ha fatto gli onori di casa, visto che a giugno scadrà il suo secondo mandato alla guida dell’amministrazione comunale. «Questa è stata un’edizione importantissima per l’amministrazione comunale – ha detto Gabbanini – Al di là che è l’ultima del mio mandato, è stato un appuntamento in cui le presenze sono state altissime, con eventi di solidarietà, ma anche altri legati alle scuole o che hanno avuto come protagonisti chef stellati oppure in cui si è parlato tanti argomenti importanti. Siamo soddisfatti, perché le visite ai musei civici sono state rilevanti, a dimostrazione dell’afflusso di persone attirate dalla manifestazione. In più, ristoratori e aziende espositrici sono contenti del risultati, nonostante la pioggia dell’ultima giornata. Abbiamo portato il tartufo in tutta Italia e in Europa, portando in alto il nome di San Miniato. Lo abbiamo fatto con una squadra rodata e portando l’esperienza di dieci anni di lavoro assiduo attorno al simbolo enogastronomico della città». —
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