Sicurezza
Uomini che diventano stalker davanti a un no, casi in crescita
Sono dieci le vicende seguite dai carabinieri: un’insegnante plagiata dal compagno che controllava anche la posta. Mariti, fidanzati molesti
PONTEDERA. La violenza contro le donne da parte di mariti, fidanzati o amici non conosce sosta. Sono dieci gli interventi che i carabinieri di Pontedera hanno seguito nell’ultimo anno per allontanare da casa uomini molesti che, anche quando sono padri, si trasformano in persecutori. I contrasti nascono per qualunque motivo: la mancanza di soldi, il sospetto di un tradimento, il rifiuto nel prendere atto che le storie sentimentali, anche quando c’è di mezzo un matrimonio, possono finire. I carabinieri insistono sulla prevenzione. Sempre meglio denunciare, parlare, raccontare quello che succede per poi allontanare la causa del problema. La prevenzione e l’informazione sono importanti.
Lo stalking (insieme di comportamenti persecutori) è un reato che riguarda anche ogni fascia di età. Lo dimostra una vicenda avvenuta in città a novembre 2017, di cui si sono occupati i carabinieri. Parliamo di due conviventi di 60 anni. Lei, insegnante, subisce le decisioni del compagno che, giorno dopo giorno, si intromette nella sua vita. Controlla la posta elettronica della donna, interagisce con i colleghi di scuola, si fa dare in comodato d’uso gratuito una parte della villetta di proprietà dell’insegnante. Quando la donna esce da quello stato di soggezione va dai carabinieri e racconta il suo problema. Lascia Pontedera e il lavoro, si rifugia dai parenti mentre i carabinieri ottengono che l’uomo, denunciato per maltrattamenti e atti persecutori, venga allontanato. Ma l’uomo riesce a restare in casa, dimostrando di avere un regolare contratto di comodato d’uso. Fino a quando i carabinieri ottengono il sequestro dell’immobile e la donna, dopo mesi, riesce a ritornare a casa e riprendere la sua vita.
C’è poi l’operaio di 38 anni che si convince che un’amica sia la sua amante. Le scrive messaggi notte e giorno. “Ci vediamo al solito posto, coniglietto”. Messaggi che suscitano l’imbarazzo del marito della donna presa di mira. Intanto il sedicente amante si fa un film: racconta che il marito picchia la donna e altre storie che inducono la vittima a denunciarlo. Ora lui non può avvicinarsi alla donna e ai luoghi che lei frequenta. Un altro caso riguarda un albanese che si convince che la moglie lo ha tradito e da quel momento non le dà pace. Lei chiede aiuto, lo denuncia, i carabinieri ottengono la misura del divieto di dimora nella casa coniugale, dopo alcuni mesi, si riconcilia con il coniuge. Uno degli ultimi casi risale a due giorni fa. Una coppia con figli si separa dopo che l’uomo la tormenta con la gelosia e anche dopo continua a minacciarla. Lei lascia San Miniato, dove vivevano, e si trasferisce a Pontedera. Gli atti persecutori vanno avanti, fino a quando la parte offesa denuncia. E l’altro giorno all’uomo viene notificata la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex. Il primo passo per provvedimenti più drastici. –
S. C.
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