Il Tirreno

Pontedera

Quattro casi di minorenni violentate in pochi mesi, un dramma senza tregua

di Sabrina Chiellini
La dotttoressa Grazia Fazzino
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La dotttoressa Grazia Fazzino

Pontedera: sono in aumento le persone che si rivolgono ai consultori dopo abusi e maltrattamenti, i dati del servizio dell’Asl

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PONTEDERA. Una guerra che non conosce tregua. Donne, bambini, anziani, disabili, transessuali. È lungo l’elenco delle vittime di varie forme di prevaricazione che vanno da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori, allo stupro, fino alla morte, come ci raccontano troppe storie di cronaca. Il fenomeno, lo dicono i dati, è in crescita anche in Valdera e in provincia, per questo merita grande attenzione.

I consultori dell’area pisana e della Valdera hanno seguito fino a settembre di quest’anno 98 utenti per 411 prestazioni, l’anno passato erano stati 118 per 495 prestazioni. In maggioranza sono donne e bambini, pochi gli uomini. Al pronto soccorso nel 2017 si erano rivolte (si parla di maltrattamenti e abusi su adulti, accessi per atti persecutori e per maltrattamenti su bambini) 65 persone, mentre quest’anno siamo già a 72 accessi. Al servizio sociale invece nel 2017 si erano rivolti 56 italiani e 22 stranieri. E sempre il servizio sociale ha attivato 36 codici rosa (28 donne e 9 minori) nel 2017, con sette misure di protezione. Mentre nel primo semestre di quest’anno ne ha attivati 17: 16 per donne, uno per un minore.

Ed è stata attivata una misura di protezione, per un caso considerato ad alto rischio dove la vittima è stata allontanata dal contesto dove viveva per proteggerla. Nell’ultimo mese il consultorio di via Fleming ha cominciato a seguire quattro giovani minorenni dell’area della Valdera, tutte vittime di violenza sessuale o di maltrattamenti che sono sfociati in molestie sessuali. Una di queste è un’adolescente, ha solo 14 anni. Un’altra ha 16 anni, una ragazza con handicap, un’altra che ha poco meno di 18 anni, presa in carico dai servizi in questi giorni, come spiega la dottoressa Grazia Fazzino, psicologa, dirigente del consultorio della Valdera. «Stiamo cercando di fare funzionare al meglio il centri di coordinamento contro la violenza di genere che è stato allargato anche agli specialisti della salute mentale», ha spiegato ieri durante un incontro di formazione con tutti gli operatori che a vari livelli sono interessati ad interventi nel settore della violenza di genere.

«È importante lavorare in rete e per questo stiamo lavorando a un percorso che sia condiviso a livello di procedure e nella formazione del personale. L’adesione alla giornata formativa da parte degli operatori della Valdera e dell’Alta Valdicecina è stata massiccia e questo dimostra quanto sia importante nel servizio pubblico il lavoro di squadra», dice Fazzino. Quando di parla di violenza di genere bisogna ricordare che molti casi sfuggono anche se ci sono elementi-sentinella su cui bisogna essere vigili. La psicologa ricorda inoltre che bisogna valutare la gravità della violenza, stereotipi e preconcetti che ancora sono molto forti e valutare i danni che la violenza determina a livello psicofisico. «I servizi ci sono, vanno potenziati, le persone devono trovare supporto quando sono abusate. E devono essere incoraggiate a parlare del loro disagio».

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