Lutto
«Su 29 vigili in servizio 13 hanno una prescrizione»
Il comandante denuncia una situazione a dir poco grottesta e spiega di avere chiesto visite collegiali per capire chi è abile e chi deve fare un altro lavoro
CASCINA. Tredici vigili con prescrizioni e solo 16 abili a svolgere il servizio anche all’esterno. Numeri che saltano agli occhi, anche perché si riferiscono all’organico della polizia municipale di Cascina, secondo comune della provincia. Il problema è serio e ora Paolo Migliorini, a capo dei vigili, lo rende pubblico. Cinque comandanti diversi della polizia municipale e amministrazioni di colore opposto non riescono a risolvere il contenzioso tra ente locale, che poi è il datore di lavoro, e vigili. Migliorini, fa il punto della situazione dopo che i sindacati, proclamando lo stato di agitazione, lo hanno chiamato in causa ma lui non ha gradito.
«La questione dell’orario di servizio affonda radici profondissime ben prima del mio insediamento, avvenuto il 1 marzo 2017» comincia Migliorini che si tira fuori dalla mischia. «Ho riorganizzato i turni del personale prevedendo di concentrare i servizi nei momenti di maggior impatto e necessità per i cittadini, e cioè durante i giorni feriali e prefestivi», spiega. La riorganizzazione prevede la costante presenza sul territorio di tre pattuglie per ogni turno di servizio, nonché i servizi interni con apertura al pubblico. «Per i festivi domenicali l’amministrazione non ha riscontrato criticità e non ha chiesto la continua presenza, ma l’organizzazione di servizi in determinate occasioni (festività principali, mercati straordinari, fiere ed altre manifestazioni), così come per i serali, che vengono retribuiti come da norme contrattuali». Scoglio rimangono i servizi svolti nelle giornate festive infrasettimanali (si contano sulle dita di una mano nell’arco dell’anno) ma che l’ufficio personale del Comune non intende retribuire. I vigili stanno a casa. L’ufficio personale del Comune non vuole sentire ragioni e nessuno finora è stato in grado di incidere su questo orientamento. Ma il comandante punta su altro. «Su 29 addetti, fra agenti ed ufficiali, ben 13 di loro (fra cui 3 ufficiali su 5) risultano non idonei al servizio incondizionato di polizia. «Infatti il “medico competente” di medicina del lavoro, visitandoli ha rilasciato certificato che prevede, ad es. , “temporaneamente idoneo a lavoro di tipo sedentario” o “adibire a mansioni prevalentemente di tipo sedentario”», aggiunge Migliorini. «L’ufficio personale, tuttavia, si riferisce alla polizia municipale come ad ogni altro impiegato, inviando al medico mansionari non corrispondenti alle reali attività svolte in servizio da agenti ed ufficiali. Il reale organico sul territorio, risulta quindi composto da soli 16 elementi, me compreso, idonei al servizio. Per rimediare, ho chiesto, fin da agosto di inviare tutti i non idonei a visita collegiale per ottenere giudizio di idoneità o non idoneità al servizio incondizionato di polizia, allegando un mansionario reale e fondato sulle attività svolte nell’arco dell’ultimo anno, chiedendo che i non idonei vengano impiegati in altro settore del Comune». Ma nulla è stato fatto. Quando il sindaco ha firmato ordini di servizio per affrontare emergenze nei festivi infrasettimanali, «la polizia municipale ha dato il suo contributo, pur senza retribuzione, motivo questo dell'odierno e ovvio contenzioso», chiude Migliorini che auspica, tenuto conto degli per dotare gli agenti di attrezzature moderne e funzionali, «che il contenzioso avviato dalle forze sindacali, che non coincidono col Comando di Polizia Municipale, trovino una pacifica e favorevole soluzione».—
Sabrina Chiellini
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