Il dolore
Minorenne violentata a scuola: indagine in corso
Dopo il caso del disabile deriso a scuola e filmato, la polizia di Pontedera sta indagando su un altro delicato episodio accaduto in un istituto della Valdera
PONTEDERA. Una storia di molestie sconfinate. Una vicenda di presunta violenza sessuale e altri atti di bullismo che coinvolgono, di nuovo, minorenni. Il caso raccontato dal Tirreno, del video che riprende un allievo disabile di una scuola superiore di Pontedera, poi pubblicato dai compagni di classe per deriderlo, ha fatto venire a galla una situazione più grave di quello che si potrebbe immaginare per una realtà di provincia, come è quella di Pontedera o della Valdera più in generale.
Da alcune settimane - il fatto è coperto dal segreto di indagine e coinvolge minorenni - la polizia si sta occupando anche di una violenza sessuale, il cui contesto è ancora da chiarire. Una brutta storia capitata a una alunna, avvenuta all’interno di un istituto della Valdera. Nessuna indiscrezione filtra dagli inquirenti che stano vagliando la denuncia.
La tendenza da parte della scuole, visto che autori e vittime di atti di bullismo sono quasi sempre minorenni, è quella di non divulgare situazioni che richiedono o hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Ma quasi sempre le famiglie delle vittime denunciano.
A Pontedera i riflettori sul cyberbullismo e sui comportamenti di adolescenti arroganti e violenti si sono di nuovo accesi dopo il grave fatto avvenuto in una prima classe di un istituto superiore. Un video con offese al disabile, fatto circolare su un social proprio per prendere in giro il ragazzo. Davvero un brutta storia, che ha richiesto l’intervento del dirigente scolastico, dopo che i genitori del disabile hanno scoperto e poi segnalato quello che era successo durante le lezioni. Gli insegnanti sono stati convocati per un collegio straordinario, proprio per fare il punto sul fatto e dopo che erano stati decisi alcuni provvedimenti disciplinari. Lo stesso dirigente scolastico, sentito dal Tirreno, ha detto di essersi attivato per dare quelle risposte che la famiglia del disabile chiedeva. Ha anche parlato di una denuncia e di un’indagine in corso, precisando che la scuola invece non aveva ancora informato la polizia ma che lo avrebbe fatto al più presto, così come prevede anche la normativa. Fatti che sono più diffusi di quanto si possa immaginare.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.17484838:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2018/11/21/news/lavati-puzzi-disabile-deriso-a-scuola-e-filmato-dai-compani-1.17484838]]
Il dirigente del commissariato di Pontedera, Luigi Fezza, senza entrare nello specifico, conferma che ci sono indagini in corso su altri tre gravi episodi di bullismo connessi ad uno distorto dei social network. Ragazzini che hanno telefoni cellulari troppo presto e profili aperti sui social. Quando non c’è controllo adeguato a volte la situazione sfugge di mano. La stessa polizia postale di Pisa conferma di avere trattato negli ultimi tempi tantissimi casi con minorenni che commettono reati, legati ad un uso poco consapevole della rete e dei social, che prevedono pene di una certa importanza. Per questo ogni anno i dirigenti scolastici, spesso dopo che si rendono conto di situazioni a rischio o dopo che si verificano gravi episodi, chiamano la polizia a parlare agli studenti del “mondo virtuale” .
Lo fanno per aiutarli ad avere un approccio consapevole all’utilizzo delle nuove tecnologie, anche se è sempre più difficile contrastare certi comportamenti. Lo scopo di queste ore di lezione sulla legalità è quello di stimolare i ragazzi, passando in rassegna le possibili fonti di rischio e i potenziali pericoli del mondo del webcon particolare attenzione per le nuove forme di cyberbullismo ormai molto diffuse e veicolate, soprattutto, attraverso i social networK.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
