Il Tirreno

Pontedera

Omicidio di Montopoli, undici colpi di pistola per cancellare quella ossessione

Omicidio di Montopoli, undici colpi di pistola per cancellare quella ossessione

Danny Scotto, ora in carcere, ha detto di avere sparato undici volte, nuovo sopralluogo degli inquirenti a Casteldelbosco

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELDELBOSCO. Undici colpi di pistola per “cancellare” l’amico diventato per Danny Scotto, 27 anni, di Chiesina Uzzanese, come una ossessione. Dopo l’autopsia sulla salma di Giuseppe Marchesano, 27 anni, di Casteldelbosco, i carabinieri sono tornati nella casa del delitto e probabilmente ci torneranno ancora per mettere a fuoco gli ultimi aspetti tecnici dopo la confessione dell’omicida, ora in carcere con l’accusa di omicidio volontario. Sulla scena del crimine non erano stati trovati bossoli e questo aveva fatto ritenere gli inquirenti che l’arma del delitto potesse essere un revolver. Ipotesi che poi ha trovato conferma quando è stato arrestato Danny Scotto e gli è stata sequestrata una 357 Magnum. Poi il giovane ha ammesso di avere esploso una sequela di colpi e dice di ricordarne undici.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.17485442:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/giustiziato-sul-divano-di-casa-cosi-l-omicidio-di-giuseppe-marchesano/111576/113170]]

L’autopsia effettuata nei giorni scorsi ha permesso di recuperare alcune ogive. Le altre mancavano all’appello, dopo che lo stesso Scotto aveva raccontato di avere sparato undici volte, quindi i carabinieri sono tornati a cercare nel piccolo appartamento di Casteldelbosco dove l’operaio di 27 anni è stato giustiziato dopo una lite. Al momento sono state trovate in tutto otto ogive e le altre potrebbero essersi frammentate.

L’autore del delitto ha scaricato contro Marchesano, divenito la sua ossessione, sette colpi, tutti quelli che c’erano nella pistola, poi ha armato di nuovo il revolver per sparare ancora.

Una storia tristissima, fatta di solitudine e di violenza. Scotto non aveva amici e tutte le sue attenzioni erano rivolte verso l’ex compagno di scuola che da circa un anno cercava di allontanare dalla sua vita quel coetaneo sempre più invadente. La sera del 9 novembre, giorno del compleanno dell’omicida, Scotto è andato a casa di Marchesano convinto che avrebbero avuto un chiarimento. Invece non c’è stato.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.17485445:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/ucciso-dall-ex-compagno-di-classe-il-dolore-dei-genitori-e-l-omaggio-degli-amici/111939/113533]]

I due uomini hanno avuto una discussione e Scotto ha scaricato tutta la sua rabbia e il suo odio contro la vittima. Lo dice chiaramente il numero di colpi esplosi, come lui stesso ha ammesso davanti al Gip durante l’interrogatorio di garanzia, in sede di convalida del fermo disposto dalla Procura che, insieme ai carabinieri, ha chiuso le indagini sul delitto in tempi molto rapidi e prima che Marchesano avesse il tempo di pianificare una possibile fuga. Nel frattempo, però, il giovane era tornato a casa, si era costruito un alibi. Si era cambiato e il giorno dopo era andato a sparare al poligono nella zona di Montecatini.

Se inizialmente l’omicida aveva cercato di negare tutto, dopo alcuni giorni di carcere il suo atteggiamento è diventato collaborativo: Scotto ha cominciato a ricostruire quello che è successo nella casa di Casteldelbosco. Il movente ancora non è del tutto chiaro. Al momento gli investigatori sostengono che i due non avevano interessi economici in comune e che il movente è da ricercare nella sfera delle relazioni personali. –

S. C.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web