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LA STORIA 

Lesegno, cinque murales dedicati al mito Vespa ricordando il Dopoguerra

PIETRO MATTONAI
Lesegno, cinque murales dedicati al mito Vespa ricordando il Dopoguerra

Tra gli animatori del progetto “La Vespa sopra il muro” c’è Maurizio Silvano «Qui vicino fu trasferita un’officina dell’azienda»

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CUNEO

La storia crea legami che rimangono per sempre. Territori apparentemente lontani, come la Valdera e le Langhe piemontesi, tra Cuneo ed Asti, sono accomunate da un passato comune fatto di lavoro, industria, motori e, soprattutto, passione. E a volte la storia torna a galla, per rafforzare ancora di più quei legami. Così com’è successo a Lesegno, un comune che conta poco più di 800 abitanti, dove sono apparsi alcuni murales dedicati al simbolo di Pontedera e della Piaggio: la Vespa, inventata da Corradino D’Ascanio nel 1946.

Dalla Toscana al Piemonte

Durante la Seconda guerra mondiale, Pontedera, in quanto centro nevralgico e strategico della produzione bellica, subì pesanti bombardamenti. Per questo, la Piaggio, che all’epoca produceva aerei, decise di spostarsi, per mettersi al riparo da ulteriori danneggiamenti. Un’officina, per queste ragioni, aprì in provincia di Cuneo, a pochissimi chilometri proprio da Lesegno. Una zona che, in quel periodo, era più sicura rispetto alla Valdera. Quell’officina venne dismessa nel 1951 e fino ad allora dette lavoro a quasi cento persone. Da queste radici profonde nasce la passione di Maurizio Silvano, appassionato di Vespa e collezionista di mezzi Piaggio, anima del progetto che ha affrescato Lesegno con immagini della due ruote più famosa al mondo. «Proprio qui – spiega – vennero allestite le prime parti di quella che poi divenne la Vespa».

Una passione sconfinata

Maurizio, come detto, è tra gli animatori del progetto “Ra Vespa ‘nsima a ra müragna”, che in dialetto piemontese significa “La Vespa sopra il muro”, e che a Lesegno ha portato ad oggi alla realizzazione di cinque murales dedicati al mezzo Piaggio. «Sono un grande appassionato di Vespa – racconta – e insieme a un gruppo di amici abbiamo voluto rendere omaggio a questo mezzo storico». Non c’è un vero e proprio Vespa Club in zona ma, grazie a loro e al pittore Enrico Roà, Lesegno è entrata di diritto nel mondo Piaggio. «Personalmente – continua – ho una collezione di circa venti Vespe, molte delle quali storiche e anche un modello del ’55, entrato in commercio soltanto qualche anno dopo». Tra quelle più datate, anche una Vespa munita di “cannone”, un prototipo militare raffigurato anche nei murales. «Il nostro obiettivo – spiega Maurizio – è quello di portare un po’ di persone dalle nostre parti, rivalutando il decoro urbano di Lesegno».

Il mito pontederese

Per gli appassionati della Vespa, Pontedera rappresenta una meta di pellegrinaggio quasi obbligatoria. È qui che è nato il mito della Vespa, ed è da qui che Piaggio ha trascinato, insieme alle altre aziende più famose del secondo dopoguerra, il boom economico del nostro Paese durante gli anni Cinquanta. Maurizio, ad aprile scorso, durante i Vespa Days, non è voluto mancare. «Sono venuto molto volentieri a Pontedera – ricorda – e ho anche fatto visita al Museo Piaggio: è stata una bellissima esperienza». Legami che il corso della storia non riesce ad esaurire e rimangono per sempre, dunque. Finché ci sono persone, come Maurizio, che hanno la passione di portarli avanti. —

PIETRO MATTONAI

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