Il Tirreno

Pontedera

Ucciso dall'ex compagno di classe, la mamma: "Non meritava una fine simile" - Video

Sabrina Chiellini
L'ultimo saluto a Giuseppe Marchesano (foto Agenzia Sestini)
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L'ultimo saluto a Giuseppe Marchesano (foto Agenzia Sestini)

A Fucecchio i funerali di Giuseppe Marchesano, giustiziato sul divano di casa. Il saluto degli amici motociclisti

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MONTOPOLI VALDARNO. Dopo una lunga veglia nella casa dei nonni a Pieve a Ripoli. questa mattina familiari e amici hanno dato l’ultimo saluto a Giuseppe Marchesano, 27 anni, di Montopoli Valdarno, ucciso con più di dieci colpi di pistola dall’amico Danny Scotto, 27 anni, di Chiesina Uzzanese, che non riusciva ad accettare l’idea che la vittima lo avesse escluso dalla sua vita e dalla sue amicizie. Al funerale anche gli amici con i quali la vittima condivideva la passione per le moto.

Per dargli l’ultimo saluto, i motociclisti, con i quali Marchesano aveva condiviso tanti momenti, lo hanno ricordato con una maglietta con la foto di Beppe da indossare alle esequie. La messa funebre si è celebrata nella chiesa della Collegiata di Fucecchio.

Il padre di Giuseppe, Enrico, è arrivato dalla Campania già nei giorni scorsi. La madre Giuseppina De Filippi abita a Altopascio, insieme al fratello e alla sorella della vittima.  «Non meritava questa fine», ripete da giorni la madre alle persone che la vanno a trovare, mentre i figli non la lasciano mai sola, anche per proteggerla. «Non c’è niente da dire», sono le parole della sorella mentre esce dalla villetta dove è stata allestita la camera ardente. Una famiglia distrutta, che chiede giustizia e si aspetta di conoscere la verità.

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Marchersano, pur avendo deciso di andare a vivere da solo, si sentiva spesso con la madre e con altri due figli della donna. Con il padre si sentiva, ma le occasioni per stare insieme erano meno frequenti in quanto l’uomo vive a Buonabitacolo, in provincia di Salerno, dove ha un’altra famiglia.

Intanto le indagini sul delitto avvenuto la sera del 9 novembre vanno avanti, anche se la confessione di Danny Scotto, sia pure non perfettamente chiara nella ricostruzione complessiva della tragedia, di fatto chiude il caso.

Quando il 10 novembre gli amici hanno trovato il cadavere di Marchesano crivellato dai colpi di un revolver, avevano temuto che l’omicida, avendo avuto un vantaggio di un giorno sugli investigatori, sarebbe riuscito ad evitare di finire in carcere.

Le cose sono andate diversamente, grazie anche alla collaborazione di più persone vicine alla famiglia dell’indagato che così è stato fermato. 
 

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