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Geotermia, indotto al bivio: ristrutturazione o chiusura

Andreas Quirici
Un impianto geotermico
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Un impianto geotermico

Aziende della Valdicecina alle prese con la crisi: gli imprenditori chiedono che siano ripristinati gli incentivi. Intanto incontro tra sindaci ed esponenti della Lega

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LARDERELLO. In attesa di capire quando ci sarà la manifestazione a Larderello per dire sì alla geotermia (si parla del 7 o dell’8 dicembre, ma potrebbe essere anticipata alla fine di novembre), sul caso del taglio agli incentivi del governo intervengono alcuni imprenditori dell’indotto legato a Enel Green Power che si trovano a un bivio: «Alla fine dell’anno vedremo. Se la situazione rimarrà questa molti di noi saranno costretti a ristrutturare, con tagli al personale, o addirittura a chiudere».
 
La situazione è grava, come sottolinea Claudio Conti, della Isolver di Castelnuovo Valdicecina, che si occupa di isolamento termico da 50 anni che conta 35 dipendenti: «Il fatturato si è dimezzato negli ultimi tre anni. In passato abbiamo avuto 70 dipendenti con commesse con enti pubblici e aziende. Enel era una minima parte, ma oggi dipendiamo al settanta per cento da questa società. E se il caso degli incentivi non si sblocca sarà un disastro. Speriamo di non essere costretti a licenziare nel 2019».
 
Alessandra Piazzi, dell’omima azienda di movimento terra con trenta dipendenti a Monterotondo Marittimo, nel Grossetano, parla di un fatturato calato di un terzo in un anno. «Dipendiamo al 90% da Enel – spiega l’imprenditrice – e viviamo una realtà davvero difficile. Abbiamo bisogno che gli incentivi vengano ripristinati, altrimenti per molte aziende sarà davvero dura andare avanti».
 
Roberto Galletti, imprenditore di Pomarance, alla guida dell’impresa di movimento terra che porta il nome della sua famiglia, analizza il quadro nel complesso: «Per quanto ci riguarda, dei venticinque nostri dipendenti, meno della metà è impegnato con Enel Green Power. Questo perché siamo riusciti a trovare altre commesse in giro per la Toscana. Purtroppo questo territorio è decentrato e privo di servizi, come le infrastrutture e realtà come la nostra sono costrette a cercare lavoro altrove. Ma se la situazione della geotermia non cambia, il futuro sarà davvero nero per la Valdicecina. Enel sta guardando all’estero dove opera con molta meno burocrazia e polemiche che in Italia. Giusto salvaguardare l’ambiente, ma anche gli investimenti e il lavoro devono essere tutelati».
 
Intanto prosegue l’opera di avvicinamento al 28 novembre, giorno in cui il decreto del ministero dello sviluppo economico sugli incentivi per le energie da fonti rinnovabili, da cui è stata esclusa la geotermia, sarà discusso dalla Conferenza Stato-Regioni. I sindaci di Pomarance, Loris Martignoni, di Castelnuovo, Alberto Ferrini e di Montieri, Nicola Verruzzi, si sono incontrati con esponenti della Lega (il parlamentare Manfredi Potenti, Mirco Melchionno per il coordinamento politico e il consigliere regionale Roberto Biasci) per un primo incontro con una parte del governo gialloverde. Al movimento per il sì alla geotermia è arrivata l’adesione del Centrodestra Alta Valdicecina. 
 

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