Attenzione
tra storia e cronaca
Il ‘68 e le sue complessità raccontate dal Tirreno
Luca Daddi
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La presentazione della mostra: da sinistra Fabrizio Brancoli, vicedirettore de "Il Tirreno", Roberto Cerri, direttore della biblioteca Gronchi di Pontedera, e Carla Cocilova dell'ArciUna mostra itinerante con le prime pagine dell’allora “Il Telegrafo” porteranno quel periodo nelle scuole e nei circoli Arci del Pisano
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PONTEDERA. «Guardando i pannelli di questa mostra, ho pensato che il nostro quotidiano, anche se nel 1968 la parola non esisteva, era già glocal all’epoca, capace di trattare con la stessa dignità avvenimenti internazionali, fatti nazionali e locali».
Così Fabrizio Brancoli, vicedirettore, ha commentato la mostra “Il ’68 raccontato da Il Tirreno”, presentata ieri pomeriggio nella sala Carpi di via Valtriani a Pontedera e destinata a essere portata in scuole e circoli Arci di tutta la provincia di Pisa. L’iniziativa è stata voluta dalla Rete documentaria Bibliolandia, in collaborazione con l’Arci.
Ideata da Roberto Cerri, direttore della biblioteca Gronchi di Pontedera, l’esposizione itinerante è stata allestita da un gruppo di studiosi e ricercatori: oltre allo stesso Cerri, Roberto Boldrini, Patrizia Marchetti, Andrea Brotini, Maria Chiara Panesi, Massimiliano Bertelli e Claudia Salvadori.
Spiega Cerri: «La decisione di raccontare un insieme di eventi così complessi attraverso il quotidiano locale è legata ad alcuni fattori: il tipo di pubblico a cui ci vogliamo rivolgere, ovvero il mondo degli studenti di scuola superiore da una parte e gli utenti dei circoli territoriali dall’altra; la necessità di partire da fonti sintetiche rispetto alla complessità del macrofenomeno da descrivere: sotto la voce ‘68 sono compresi moltissimi fatti di cronaca, tanti commenti, una miriade di interazioni; l’esigenza di collegare eventi locali, vicende nazionali e fatti internazionali nella stessa fonte. Le prime pagine de “Il Tirreno”, che allora si chiamava “Il Telegrafo”, digitalizzate dalla Biblioteca Labronica Guerrazzi, si prestano perfettamente a raggiungere i tre obiettivi che ho appena indicato».
I curatori della mostra hanno selezionato circa quaranta prime pagine di quell’anno, quindi hanno effettuato un montaggio su base mensile producendo alla fine venti rollup autoportanti che costituiscono la mostra itinerante: in pochi minuti può essere montata, smontata e trasportata da una scuola o da un circolo all’altro. L’obiettivo finale è quello di chiamare il pubblico a vederla, rifletterci sopra e parlarne.
Per avere maggiori informazioni o richiedere i pannelli della mostra, è possibile telefonare allo 0587 299581 o allo 0587 299530.
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